Category: Energie

Soldi, spiritualità, gratuità, offerta libera: per chi non ha ancora capitoC’è un argomento che puntualmente, come un orologio svizzero, spunta fuori ogni tanto: la presunta contrapposizione tra denaro e spiritualità, nonché la pretesa che molti hanno che chi lavora nella “spiritualità” debba farlo gratuitamente.
In mezzo a ciò rientra anche il discorso degli eventi a offerta libera, cui spesso ricorrono tanti addetti ai lavori ancora succubi di tale mentalità, i quali evidentemente non sono così tanto “addentro ai lavori” e hanno le idee piuttosto confuse.

Andiamo con ordine, partendo da un’affermazione categorica: nel fare le cose gratuitamente non si sta facendo un favore a chi le riceverà (oltre che a se stessi, verso i quali si dimostra poca considerazione e poco rispetto).

Primo: per un mero effetto psicologico, la persona inconsciamente dà meno valore a qualcosa che ha ricevuto gratis, trattandola come cosa di poco conto. Questo è un fenomeno ben noto in psicologia e nel commercio, tanto che vi sono studi sui livelli dei prezzi e sul valore attribuito dalle persone in relazione al prezzo.
Anche se mentalmente e consciamente la persona si dice che darà valore a quella cosa pure se la ha ricevuta gratuitamente perché sa quello che vale, questo è un effetto psicologico che non perdona giacché è inconscio e agisce sotto traccia.
Sappiamo bene, infatti, che l’inconscio controlla la vita dell’essere umano per un buon 95%, per cui è questo che andrà a deciderne le sorti, non il fattore conscio, ben più debole (non fosse così, d’altronde, sarebbe un gioco da ragazzi smetterla con qualsiasi abitudine dannosa… e sappiamo per certo che non è così per esperienza).

Secondo: nel ricevere qualcosa gratuitamente, la persona non compie uno sforzo, non mette energia in circolo… e nella vita i risultati si ottengono solamente se c’è uno sforzo dietro.
In qualunque ambito, che sia di studio, atletico, lavorativo o esistenziale. Curiosamente, ciò che ci risulta semplice da capire nell’ambito sportivo, per esempio, nel quale occorre molto allenamento per ottenere ottimi risultati in una qualsivoglia disciplina, ci risulta difficile da comprendere in ambito esistenziale, laddove occorre lo stesso identico allenamento in termini di intensità per ottenere risultati altrettanto notevoli.
Zero sforzo=zero risultati; è bene che finalmente si prenda atto di questa cosa, che illustra e spiega con chiarezza come mai tante persone, pur dopo decenni di corsi di yoga o meditazione o qualsiasi altra cosa, sono ancora al palo, come il famoso asino legato alla mola che ha girato invano su se stesso di cui si parla nel Vangelo di Tommaso.

Con “sforzo” intendo impiego di energia, in ogni senso: il denaro è energia, come tutto, e dunque utilizzare il denaro (che si è a sua volta guadagnato con la propria energia) significa inserire energia nel sistema… che poi ovviamente andrà confermata da altra energia, questa legata alla comprensione e all’impegno personale.
Il punto di fondo è che lo sforzo è alla base di ogni ottenimento; e più sforzo c’è dietro, più risultati si ottengono.

Tempo, denaro, comprensione, impegno: è tutta energia che va utilizzata e investita nel proprio risveglio.
Non pensi l’ingenuo di poter percorrere una scorciatoia in cui ottiene qualcosa senza avervi investito un corrispondente quantitativo di energia.

Quello che si mette nella vita si riceve: nell’esistenza non si ottiene niente per niente.
Prima si dà, poi si ottiene (dare e ricevere sono sempre in equilibrio, e l’uno serve l’altro): ciò vale per i muscoli in palestra e per gli apprendimenti esistenziali nella palestra più grande che è la vita.
Chi si mette di fronte allo specchio del mondo con un atteggiamento tipo “dammi, dammi” non otterrà altro che un’esistenza che, rispecchiando perfettamente tale vibrazione interiore, gli dirà “dammi, dammi”, col risultato che la persona non otterrà nulla, o comunque poco.

Torniamo alla questione dei soldi e delle scorciatoie: una persona che si scarica le cose gratuitamente da internet, con l’intenzione di non pagare e non dare nulla in cambio, si sta danneggiando sotto diversi punti di vista: intanto sta dicendo a se stessa e all’Universo di non potersi permettere quella cosa, e siccome l’Universo ci rispecchia sempre, questo è una vera e propria dichiarazione-intenzione di povertà e di scarsità; in secondo luogo sta comunque ottenendo niente, poiché l’Esistenza si muove in modo perfetto e immancabile.
Se hai messo niente, otterrai niente.

Quell’ebook-libro non lo comprenderai, non ne vedrai il valore; oppure lo comprenderai mentalmente ma non riuscirai a praticarlo-incarnarlo; oppure ti potrà anche essere utile, ma da qualche altra parte il debito sarà saldato, e i conti torneranno, sempre e inevitabilmente.

Tutto va sempre a equilibrarsi perfettamente tra il dare e il ricevere: che sia un dare soldi, un dare attenzione, un dare affetto, un dare valore, un dare tempo, un dare sforzo, il discorso non muta di una virgola, e il principio è eterno.

Peraltro, c’è una parola ben precisa per chi vuole prendere senza pagare: quella parola è ladro… ed è un ladro ben poco astuto, giacché pensa di poter aggirare l’Esistenza e le sue leggi.

E a questo punto propongo una citazione tratta dal famoso libro La quarta via:
“Il pagamento è un principio. Il pagamento è necessario alle persone, perché senza pagare non ottengono nulla. L’idea del pagamento è importantissima e deve essere compreso che il pagamento è assolutamente necessario.
Si può pagare in una maniera o in un’altra e ognuno deve scoprirla da solo. Ma nessuno può ottenere nulla per cui egli non paghi.
Le cose non possono essere date, possono essere solamente comprate. Se si ha conoscenza, non si può darla a un’altra persona, perché soltanto se la paga l’altra persona può averla. Questa è una legge cosmica.
L’idea del pagamento è fortemente sottolineata nel Nuovo Testamento (Matteo, 13). L’uomo deve essere un buon mercante, deve sapere cosa comprare e quanto pagare.
Le cose non possono cadere dal cielo, non possono essere trovate, debbono essere comprate.
Ciò che uno può ottenere è proporzionale a quanto egli è preparato a pagare. E uno deve pagare in anticipo: non si fa credito”.

Anzi, due:
“Nel lavoro la prima condizione è comprendere ciò che si vuol guadagnare e quanto si è preparati a pagare per questo, perché bisogna pagare per ogni cosa.
A volte si vogliono cose senza rendersi conto di ciò che queste comportano e di quanto c’è da pagare.
Questo significa che tutto quanto uno può acquisire richiede un certo sforzo, e allo scopo di fare questo sforzo bisogna sapere perché lo si sta facendo e ciò che si può ottenere da questo sforzo”.

Citato Gurdjieff, passiamo a una citazione ancora superiore, di Gesù stesso: “Non portate con voi oro, argento, monete o borse da viaggio, perché ogni operaio ha diritto al suo salario”. Con ciò Gesù non solo sta invitando i suoi discepoli a un esercizio di fiducia, ma sta affermando che chiunque effettui un lavoro merita una retribuzione, quale che sia la sua opera: letteralmente, ogni operaio. E infatti Gesù stesso andava in giro essendo remunerato tramite ospitalità per la notte, cibo, vestiti, offerte (ma state attenti al rischio del perdersi nella materialità, l’estremo opposto della negazione della materia: probabilmente non era un caso che la cassa comune la tenesse Giuda).

San Paolo, nella Prima lettera ai Corinzi, illustra il principio insegnato da Gesù ai suoi discepoli: “Chi mai presta servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? Così, se noi abbiamo seminato in voi cose spirituali, è forse esagerato che raccogliamo beni materiali? I sacerdoti che celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e così il Signore ha stabilito che chi annunzia il Vangelo abbia il vitto grazie al Vangelo”.

Fate che ciò divenga un pilastro della vostra vita e del vostro modo di fare: pagate quel che c’è da pagare, che siano soldi o impegno, e fatevi pagare quando c’è da farvi pagare, giacché nella vita non si ottiene niente per niente e anzi i risultati si ottengono proprio per mezzo dello sforzo-impegno-attrito. Ciò, lo dico perché ci son sempre le persone che si perdono l’essenza delle cose e che magari si confondono con altri argomenti, non è una negazione del volontariato e della generosità disinteressata: io stesso ogni santo giorno dedico parte del mio tempo a una sorta di volontariato spirituale nel portare avanti questo sito, altri siti, nonché la pagina facebook, che considero un mio personale servizio gratuito alla consapevolezza collettiva, ma un conto è il volontariato a quelli che in un dato momento non si possono permettere altro (idem la beneficenza, altra abitudine consigliata), e un altro conto è chi invece può permetterselo paghi e s’impegni per portare avanti il suo percorso. Fermo restando che il vero volontariato mira a rendere le persone indipendenti, non a renderle dipendenti per tutta la vita (stessa cosa, sul piano materiale, per la beneficenza): questa è la differenza di fondo, e anche su questo elemento potete misurare la qualità dell’energia che c’è dietro ad un’azione “disinteressata”. Nel caso specifico, articoli e pagine le offro io come mio dono, ma poi le persone, se interessate ad approfondire, devono necessariamente pagare per libri, seminari, etc, mentre il pretendere tutto gratis sviluppa in esse una mentalità di scarsità e di povertà.

Per coloro che invece tirano fuori un’altra citazione di Gesù, il famoso “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, e che probabilmente conoscono solo la frase in questione ma non il brano e l’episodio intero del Vangelo di Matteo, aggiungo che si tratta della frase immediatamente precedente a quella da me riportata sull’operaio e il suo salario. Nell’episodio in questione, Gesù invita i suoi apostoli a predicare e a guarire, utilizzando con generosità i doni che sono stati dati loro, la comprensione e la capacità di guarigione, senza preoccuparsi di denaro o beni materiali, che verranno dati loro lungo il cammino in quanto giusto compenso per il loro lavoro. D’altronde, la frase “Ogni operaio ha diritto al suo salario” non lascia margini di dubbio. Il “gratuitamente date” era probabilmente un invito alla generosità di spirito e d’azione, e il “gratuitamente avete ricevuto” era probabilmente un riferimento al fatto che Gesù e i suoi si mantenevano, come noto, grazie all’ospitalità, al vitto e ai beni di comune utilizzo offerti loro dalle persone con cui avevano a che fare: tecnicamente erano dei “mantenuti”, com’era giusto che fosse data la natura del loro impegno, e lo sottolinea Gesù stesso.

Ricordate infine che denaro e spirito non sono separati: quella è la visione di chi ha ancora gli occhi chiusi. Spirito e materia sono la stessa cosa, e chi nega materia o soldi come qualcosa di brutto è ancora un’anima bambina, che vede il brutto dove non c’è, dove invece ci sono solo bellezza e amore.
È tutto energia, la stessa energia… con diversi nomi e diverse forme: tale energia non va rifiutata, ma padroneggiata; così si conquista la maestria.

Un’ultima cosa, una domanda per tutti quelli che vorrebbero separare spiritualità e abbondanza: chi volete che sia remunerato e premiato, colui che a vostro stesso avviso svolge un’attività importante (spiritualità, diffusione di consapevolezza, aiuto agli altri) o chi svolge un lavoro effimero, se non proprio dannoso (distrazione delle genti, abbassamento del livello di consapevolezza)? E chi volete che nel mondo abbia denaro, potere e capacità decisionale? Le persone spiritualmente evolute o gli sfruttatori che li detengono attualmente?
La risposta a questa domanda dirà molto di voi e della vostra chiarezza interiore.

Nel primo caso dei due le cose cambieranno, e si muoveranno in relazione alla nuova coscienza che sarà stata incarnata sul pianeta; nel secondo caso le cose resteranno come sono ora… o diverranno persino più pesanti, se la nostra consapevolezza si sarà assopita ancora di più.
Poi è chiaro che la vera ricchezza è interiore (e tutto il resto sarà dato in aggiunta, ci dice Gesù) e che dobbiamo occuparci di quella (pena l’invecchiare invano, ci dice Buddha), ma questo non significa che nel mentre non possiamo e dobbiamo mettere al servizio del mondo i nostri talenti, che si tratti di talenti caratteriali o di talenti materiali.

Fosco Del Nero

 

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