Categoria: Evoluzione personale

I diversi tipi di felicitàIl termine “felicità” è usato in modo generico, ma, un po’ come il termine “coscienza”, o il termine “veglia”, andrebbe declinato secondo i diversi stati di consapevolezza delle persone protagoniste dei suddetti fenomeni… ed è evidente che le declinazioni possibili sono tante, tante quante sono gli esseri umani viventi (e non solo gli esseri umani a dire il vero).

Questo articolo si pone l’obiettivo di sintetizzare e semplificare le cose, in modo che coloro che sono pronti per tale classificazione verticale la possano fare propria… o magari consolidare se già vi erano arrivati ma in modo non del tutto chiaro.

Partiamo da una considerazione sui termini: spesso i termini vengono utilizzati come sinonimi o quasi, anche se sarebbe meglio destinare un termine a una specifica condizione, e un altro a un’altra condizione, per maggiore chiarezza. Tuttavia, giacché viviamo in una civiltà carente a livello di discernimento, anche a livello di terminologia imperano l’imprecisione e il qualunquismo, per cui occorre fare di necessità virtù. Ad esempio, si potrebbe fare una distinzione di base tra il termine “felicità”, utilizzato per intendere la felicità del mondo, quella per cui si è felici se succede qualcosa di gradito e si è tristi se succede qualcosa di sgradito, e il termine “gioia”, per indicare un livello di felicità superiore, più animico e meno egoico. Sono parole, per l’appunto, e l’importante è avere chiarezza sui concetti e sugli stati di consapevolezza che stanno dietro quei concetti.

Possiamo senza dubbio individuare un primo livello legato al corpo fisico: questo è il piacere.
In questo caso, va da sé, la persona/personalità è contenta se accade qualcosa che le provoca piacere fisico: cibo, sesso, massaggi e via discorrendo. Tutto quanto s’inserisce nel mondo materiale appartiene a questo livello di contentezza, che è il più basilare tra tutti.
Molti esseri umani si fermano qua… anche se meno che in tempi antichi.

Il secondo livello di contentezza è legato al corpo emotivo: qua abbiamo la felicità come comunemente intesa, per cui si è contenti se il mondo di fuori ci porta qualcosa che per l’appunto ci rende felici. Il contraltare, inevitabile, della felicità è l’infelicità: qua siamo in piena dualità, tipica dell’ego, per cui si sarà tristi se il mondo porta l’esatto contrario di ciò che rende contenti.
La gran parte dell’umanità attuale staziona su questo livello.

Il terzo livello di contentezza è più sottile, e afferisce al corpo mentale: qua la felicità si fa più rarefatta, e più che una felicità esplosiva, più tipica dei livelli fisico ed emotivo, è una felicità nel senso di serenità.
Se gran parte dell’umanità sta sul secondo livello, è da dire che i più oscillano tra emotivo e mentale, tanto che la serenità è l’ambizione massima di tante persone.

Il quarto livello, che è infine il vero livello della gioia, è un livello spirituale-animico: qua abbiamo la beatitudine.
La persona, ovviamente dopo un percorso evolutivo interiore, superati sia il piacere, che la felicità che la serenità, ha ora accesso alla beatitudine, legata per l’appunto allo stato di coscienza raggiunto dall’individuo (in realtà ora non più individuo, o in procinto di smettere di esserlo), e slegata dalle vicende terrene, che non sono più in grado di influenzarla.

Pochissimi hanno raggiunto questo traguardo… perlomeno nella presente incarnazione, ma prima o poi vi arriveranno tutti, non fosse altro che il traguardo è già dentro di loro, per cui c’è solo da disfarsi del resto per far risplendere quanto era sotto, in attesa del “recupero”.

Al di là di dove siete in questo momento, e tale classificazione è utile anche per identificare la vostra situazione, tenete presente che il percorso è il suddetto: dal piacere alla felicità, dalla felicità alla serenità, dalla serenità alla beatitudine. Questi in realtà sono solo termini, ma voi come detto badate allo stato di coscienza che c’è dietro i termini e dietro i concetti, e fateli vostri.

Fosco Del Nero

Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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