Tu non sei né freddo né caldo, perciò ti vomiterò dalla bocca

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Fosco Del Nero

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On 17/09/2021
Last modified:10/10/2021

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“Tu non sei né freddo né caldo” è il famoso versetto dell’Apocalisse che solitamente viene ricondotto alla situazione dei tiepidi di spirito, ossia di coloro che non sono sufficientemente motivati e saldi nel percorso spirituale. Essi, vien detto subito dopo, saranno vomitati, proprio per tale mancanza di fermezza...

Tu non sei né freddo né caldo, perciò ti vomiterò dalla boccaoTu non sei né freddo né caldo” è il famoso versetto dell’Apocalisse che solitamente viene ricondotto alla situazione dei tiepidi di spirito, ossia di coloro che non sono sufficientemente motivati e saldi nel percorso spirituale. Essi, vien detto subito dopo, saranno vomitati, proprio per tale mancanza di fermezza.
Ecco il versetto in questione nella sua interezza: “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”.

Tuttavia, come spesso capita con i testi del Nuovo Testamento (ossia, per la cronaca, i quattro Vangeli canonici, le Lettere degli apostoli, le Lettere di Paolo, le Lettere agli ebrei, le Lettere cattoliche e l’Apocalisse di Giovanni: i due estremi sono i testi più significativi), il significato letterale non è il più importante, e ve n’è uno simbolico “dietro le quinte”, che tuttavia possono scorgere solo coloro che hanno sufficiente sapienza e visione.

Veniamo allora al concetto che sta dietro il “Tu non sei né freddo né caldo”, premettendo che occorre fare un giro un poco largo. “Tu non sei né freddo né caldo” si riferisce ad uno degli assi dello Zodiaco, e in particolare all’asse Leone-Acquario, la quinta e l’undicesima casa dello Zodiaco.

A proposito di tali assi, il cristianesimo, inteso ovviamente come predicazione di Gesù e non come struttura sociale umana, riflette l’asse Pesci-Vergine, dodicesima e sesta casa rispettivamente, in quanto religione venuta durante l’Era dei Pesci, era con delle energie ben precise, che Gesù ha cercato di diffondere e amplificare: parliamo della compassione e del sacrificio dei Pesci e della guarigione e della purezza della Vergine. Non è un caso che nei Vangeli capitino spesso pesci, pescatori, acqua e mare, il concetto della pesca, la moltiplicazione dei pesci… come non è un caso che agli esordi il simbolo del cristianesimo non fosse affatto la croce, introdotta in seguito e con tante resistenze presso il popolo, ma il pesce. Gesù stesso era chiamato “ichthus”, ossia “pesce” in greco antico. Nei Vangeli capitano spesso anche pani, grano e pasti vari, e difatti la Vergine è rappresentata come una giovane donna con in mano una spiga di grano. Probabilmente non è un caso nemmeno che nel corso del tempo si sia introdotto il culto della Vergine, intesa qui come Madonna. Gesù, dunque, è il pesce nato dalla Vergine venuto per portare guarigione e amore tramite il suo sacrificio.

Ma lasciamo perdere l’asse Pesci-Vergine e torniamo all’asse Leone-Acquario.
Il Leone rappresenta il calore, il calore fisico dell’estate (mesi luglio-agosto) ma anche il calore del cuore. Non a caso è retto dal Sole, la fonte di calore che permette la creazione della vita. L’Acquario invece è retto da Saturno, rappresentato da un vecchio che possiede la saggezza e che versa dell’acqua simbolicamente per dissetare l’umanità. Abbiamo così il calore del Leone-Sole e la saggezza dell’Acquario-Saturno: l’amore e la saggezza, il caldo e il freddo, sono i due poli dell’asse in questione. L’amore è notoriamente caldo, mentre la conoscenza intellettuale è notoriamente fredda.

“Tu non sei né freddo né caldo” significa dunque non avere né la saggezza né l’amore, né la sapienza dello studioso che si ritira a studiare e a meditare su una montagna né il calore e l’amore del buon padre di famiglia o del filantropo.

Ogni essere umano è chiamato a sviluppare entrambe queste qualità, ma ciascuno nasce con una certa predisposizione per una delle due: in ogni caso, col progresso spirituale, la saggezza porterà all’amore, e l’amore porterà alla saggezza. Ma chi non avrà sviluppato nessuno dei due sarà tiepido, né caldo né freddo, e pagherà le conseguenze di tale sua mancanza di base.

Per la cronaca, parla di tale simbolismo O.M. Aivanhov… uno che s’intendeva parecchio di simbolismo e che aveva sviluppato sia l’amore sia la saggezza.

In conclusione, più leggo i testi antichi più mi rendo conto di tre cose:
1. Non ci sarebbe bisogno di leggere o scrivere altro.
2. Tali testi vanno sempre letti alla luce di una sapienza che spesso si è persa per strada… e proprio qua sta la differenza tra la religione in senso essoterico e la religione in senso esoterico (importanti entrambe inq aunto si rivolgono a diversi tipi di umanità).
3. Tali conoscenze in realtà non sono necessarie se si riesce a procedere sul sentiero della semplicità… ciò che in quest’epoca è forse la cosa più difficile tra tutte.

Fosco Del Nero

 

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