Pianeti astrologici, chakra e arcangeli

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Fosco Del Nero

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On 09/07/2021
Last modified:09/07/2021

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Chi ha letto il titolo dell’articolo senza dormire avrà già colto il punto centrale dello stesso articolo, ossia il numero sette.

Pianeti astrologici, chakra e arcangeliChi ha letto il titolo dell’articolo senza dormire avrà già colto il punto centrale dello stesso articolo, ossia il numero sette.
Come noto, difatti, sono sette i pianeti considerati nell’astrologia, sono sette i chakra e sono sette gli arcangeli.

Andiamo come prima cosa a dipanare i vari dubbi.
L’astrologia antica considera sette pianeti, da Mercurio a Saturno, con l’aggiunta del Sole e della Luna, non perché siano pianeti ma per la loro inevitabile influenza sulla Terra e dunque sul destino dell’uomo (il Sole perché regge il sistema stellare che porta il suo nome e la Luna perché seppur piccola ci è molto vicina e così ci influenza comunque, come testimoniano maree, coltivazioni, flussi mestruali, umore, etc). Non si teneva conto dunque di Urano, Nettuno e Plutone, con buona probabilità non perché non si conoscessero, quanto perché ritenuti meno influenti sulla Terra, come difatti è per via della grande distanza. Plutone peraltro è stato di recente degradato e quindi non è più considerato un pianeta.
I chakra sono sette, lo sanno anche i muri, anche se ogni tanto spunta fuori qualche articolo online in cui si legge che sono dieci, dodici, quattordici o qualcos’altro. Io rimango sulla tradizione antica e sul sette.

Gli arcangeli della tradizione giudaica son per l’appunto sette, e son stati poi ridotti a tre dalla tradizione cattolica. Senza motivo, per due ragioni. La prima ragione è che sono sette, la seconda ragione è che, volendo fare i pignoli, i testi considerati sacri dal cattolicesimo indicano solo un arcangelo, ossia Michele, mentre non vengono indicati come tali Raffaele e Gabriele. Ma il numero degli arcangeli, ossia dei sette spiriti che sottintendono il Creato, ognuno nella sua zona di competenza, non è questionabile, perché tali tonalità sono sette, e non tre o cinque secondo scelta individuale.
D’altronde, la stessa Apocalisse di Giovanni parla chiaramente di sette angeli (i sette arcangeli), sette sigilli (i sette chakra) e sette trombe (i modi in cui i sette toni si manifestano nel mondo).

Per questo motivo le note musicali sono sette, per questo motivo i colori dell’iride sono sette, per questo motivo gli aromi di base che compongono i profumi sono sette… e per questo motivo sono sette i vizi capitali, e per lo stesso motivo sono sette i giorni della settimana (abbinati ai sette pianeti dell’astrologia classica, non a caso: sabato è il giorno di Saturno, mentre domenica è il giorno del Sole, con i nomi antichi che, sostituiti nell’Impero Romano, hanno resistito in altre lingue, ad esempio in inglese: Saturday-Saturn-Saturno, Sunday-Sun-Sole).
E non sto andando a cercare i tanti miti e metafore simboliche aventi per base il numero sette, altrimenti l’articolo non finisce più.

Peraltro, il principio della triade, ugualmente importante, nella tradizione cristiana è già rappresentato dalla trinità di Padre, Figlio e Spirito Santo, così come peraltro è rappresentato da altre famose triadi, come la trimurti indù di Brahma, Vishnu e Shiva.
Son tuttavia energie differenti: la triade, per mezzo dell’unione di una polarità e della polarità sua opposta dà origine a una nuova creatura: maschio-femmina-figlio. Difatti lo Spirito Santo nello gnosticismo veniva considerato di genere femminile, come è giusto che sia, e difatti la “lacuna” del culto femminile, antica quanto quella del culto maschile, è stata colmata nel cattolicesimo dal culto della Madonna, ascesa a suon di gradimento popolare a rango quasi divino, perché evidentemente c’era un vuoto da riempire e l’inconscio collettivo lo percepiva.

Se il tre è il numero della creazione divina, il quattro è notoriamente il numero della materia (gli elementi, ossia i mattoncini dell’esistenza, sono quattro): sommando spirito (tre) e materia (quattro) si ottiene per l’appunto il sette (ossia le sette espressioni dell’incarnazione, le sette possibili interazioni tra spirituale e materiale). Così, il principio settenario riguarda i sette toni del mondo, che sono toni come colori, sono toni come suoni e sono toni come tutto.

Questo cosa significa?
Significa che ogni cosa analogicamente corrisponde a qualcos’altro su un altro piano.
Per esempio, tornando ai pianeti e ai chakra, ecco la corrispondenza, piuttosto evidente a chi ha le basi di una disciplina e dell’altra:
– chakra della corona (colore violetto) -> Giove (spiritualità ed espansione… o materialismo e grettezza),
– chakra del terzo occhio (colore indaco) -> Saturno (conoscenza e saggezza… o miopia e fatalismo),
– chakra della gola (colore azzurro) -> Mercurio (condivisione e comunicazione… o chiusura e astio),
– chakra del cuore (colore verde) -> Venere (amore e compassione o cinismo e malevolenza),
– chakra del plesso solare (colore giallo) -> Sole (energia e solarità… o indolenza ed egocentrismo),
– chakra sacrale (colore arancione) -> Luna (piacere e gioia… o dramma e depressione),
– chakra basale (colore rosso) -> Marte (forza e protezione… o sopraffazione e violenza).

A riguardo in rete trovate svariati abbinamenti tra i pianeti e i chakra, diversi anche a seconda che si considerino solo i sette pianeti storici astrologici tradizionali, oppure quelli più esterni del sistema solare, aggiunti dall’astrologia moderna. Questo però è quello che vedo io, anche perché chakra e pianeti si abbinano alla perfezione sia come numero che come energie retrostanti.
Il che fornisce al lettore scaltro anche tre sistemi per nutrire/equilibrare un proprio chakra/organo/zona del corpo debole o squilibrato: il primo, il più semplice, è circondarsi del colore abbinato; il secondo, più specialistico, è quello di sottomettersi alle influenze del pianeta in questione; il terzo, più “evolutivo”, è quello di evocare e vivere sempre più le qualità elevate di quel tono, evitando al contempo di cadere nella vibrazione bassa del tono stesso.
Ricordatevi sempre, difatti, che ognuno dei sette toni ha tante ottave, elevate e infere, e sta a noi decidere in qualche collocarci… e così quale vivere nella nostra esperienza di vita.

Ultimo spunto: moltiplicando tre per quattro otteniamo dodici, che è il numero esoterico che rappresenta l’apprendimento evolutivo. Non a caso, sono dodici sia le case dello Zodiaco che gli apostoli di Cristo.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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