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Gli ultimi saranno i primi

7 Mar 2015 | Anima, Ego, Evoluzione personale

Gli ultimi saranno i primiNell’articolo di oggi parliamo della famosa frase di Gesù “Gli ultimi saranno i primi”, tanto famosa quanto poco compresa.

Molti, molto banalmente e piattamente, l’hanno interpretata come norma sociale di comportamento, come peraltro è stato fatto con tante altre verità esistenziali dei Vangeli. Qualcosa del tipo: in questo mondo sei umile, e magari ti fai umiliare dagli altri, e poi nell’altro mondo Dio (il solito Dio entità-personalità-individualità a sé stante) ti ricompenserà.

Questo è uno dei tanti precetti religiosi antievolutivi che sono circolati negli ultimi secoli, e probabilmente in modo calcolato.
Ad ogni modo, che sia per pessima interpretazione o malafede, tale indirizzo mantiene le persone nella debolezza e le taglia fuori dal loro potere personale… che non è fisico, ovviamente, ma è interiore, è spirituale.

Tutto principia sempre da dentro.

La frase “Gli ultimi saranno i primi” in realtà ha a che fare con l’ego, con l’accettazione e con l’essenza divina, e in modo tanto semplice da stupire come mai sia un mistero per tante persone… d’accordo, la religione cattolica ha fatto il suo per distrarre molti individui, ma non è tanto questione della religione “di fuori”, quando dell’addormentamento “di dentro”. O miopia, o veli di maya, usate i termini che preferite.

“Gli ultimi saranno i primi” significa semplicemente che chi “si abbassa” eliminando il suo ego, la sua personalità terrena, al contempo “si eleva”, visto che, togliendo la personalità terrena, rimane l’essenza divina che è già presente in ogni creatura (umana e non umana… l’uomo però è più vicino di altre al “ritorno a casa”).

Chi si rende ultimo, dunque, al contempo si rende primo.

Ciò, ovviamente, concerne l’accettazione dell’Esistenza e l’eliminazione dei desideri egoici. È la famosa “resa”, la distruzione dell’ego, che a molti non piace già dal nome… e ciò da solo rivela quanto c’è da lavorare sull’attaccamento alle cose dell’ego.

Il punto è che ciò a cui ci si arrende non è un nemico, ma è Dio, è l’Esistenza stessa. Ed eliminando il nostro ego rimane solo lei, cui andiamo a partecipare.
Ne facevamo parte anche prima, ovviamente, ma ora ne siamo consapevoli.
Di mezzo c’è sempre la consapevolezza, ricordatelo…

Il passaggio è dunque il passaggio dalla mente all’anima, che è come dire il passaggio da un io piccolo e relativo all’io assoluto e onnipresente, che lo si voglia chiamare Dio, Esistenza, Mente Universale, Onnicreatività, Tao, Padre, o in qualsiasi altro modo.

Ecco perché facendosi ultimi (in Terra, nelle cose della personalità, nei desideri e negli attaccamenti) si diviene primi (in Cielo, nelle cose dello spirito, nelle energie interiori e nel contatto col divino).

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

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