Categoria: Democrazia

L’esame finaleNel delirio democratico odierno, a molti ancora sfugge che, così come le singole persone possono essere classificate secondo il proprio livello evolutivo, ugualmente tale operazione può essere fatta per interi popoli, secondo il livello medio di consapevolezza delle persone che ne fanno parte.

So che alcuni ritengono tali classificazioni razziste, o più semplicemente non “politicamente corrette”, ma cecità o miopia sono problemi di chi ne è vittima, non degli altri.

Curiosamente, quasi nessuno ha problemi a distinguere concettualmente un santo da un serial killer, per l’appunto come le categorie assai diverse che sono, ma in tanti hanno problemi con i livelli intermedi, quasi come se, tolti gli estremi, il resto fosse tutto uguale.

E invece no: ogni singola persona si trova a un gradino del percorso evolutivo, e ovviamente le varie persone si associano secondo risonanze (simili con simili, asini e asini, spirito con spirito, come si dice anche nel Vangelo di Filippo).

In questo articolo non voglio però parlare dei singoli, ma dei popoli, e specificatamente fornire al lettore interessato un elenco di criteri utili a valutare il livello evolutivo di un popolo (un fattore alquanto utile in questo periodo storico).
Eccoli qua:
– il modo in cui esso tratta le donne,
– il modo in cui tratta i bambini,
– il modo in cui tratta le minoranze,
– il modo in cui tratta gli animali,
– il modo in cui tratta la natura e l’ambiente,
– il rispetto per la vita in generale.

Questi sono parametri praticamente fisici, che si potrebbero dunque ricondurre a statistiche numeriche (violenza sulle donne, libertà di opinione, tipo di alimentazione, tasso di inquinamento, etc).
Vi sono tuttavia altri parametri, forse meno “statistici” ma ugualmente importanti:
– il livello di materialismo/epicureismo,
– l’interesse per l’aspetto spirituale dell’esistenza,
– il desiderio di migliorare le cose.

E si potrebbe anche aggiungere dell’altro, come il livello di ordine, pulizia e bellezza, fattori anch’essi legati al rispetto della vita esteriore e della vita interiore.
Per non parlare poi della libertà, della gioia e della responsabilità… ma qua andiamo già sul “sottile”.

Perché vi scrivo queste cose?

Perché siate liberi di giudicare da soli dove vi trovate, ossia il livello del popolo all’interno del quale vivete, ed eventualmente anche dove volete andare o chi volete invitare presso di voi.

La persona savia non è quella che tratta tutto alla stessa maniera (ciò che rappresenta l’assenza di discernimento), ma quella che tratta ogni cosa secondo com’è quella cosa; in primo luogo perché vede la diversità e in secondo luogo perché sa che ogni diversità va trattata in modo speciale.

Ovviamente tutte queste considerazioni possono essere effettuate anche su voi stessi che state leggendo l’articolo: come siete messi relativamente al rispetto per l’ambiente, all’amore verso gli animali, al desiderio di creare un mondo migliore agendo in prima persona?

Alla fine, non si ha diritto di pretendere dagli altri… niente, ma ancor meno ciò che noi stessi non siamo stati in grado di realizzare in noi stessi.

Fosco Del Nero

 

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