Category: Crescita personale

Le elezioni politiche e il governoDi recente ho scritto su questo tema un post nella mia pagina facebook, che però da alcuni è stato male interpretato, per cui lo ripropongo qui in veste di articolo, ampliato e arricchito, anche perché credo sia utile averlo come riferimento fisso sul sito, mentre i post su facebook spariscono in breve tempo.

Cominciamo dal fatto di interpretare male le cose che si leggono o si sentono… e nell’ambiente della spiritualità ci sono tante persone che tendono a farlo, a dispetto di presenza, attenzione, visione chiara di ciò che si ha davanti e non giudizio.
Ecco la regola generale: se io in qualche evento, persona o discorso vedo qualcosa che non c’è, significa che ce l’ho messo io. Se vedo rabbia e non c’era rabbia, quella rabbia ce l’ho messa io (e infatti chi la vede spesso reagisce in modo stizzito o iroso). Se vedo paura e non c’era paura, quella paura ce l’ho messa io (e infatti chi la vede solitamente reagisce in modo timoroso o persino paranoico). Se vedo egocentrismo e non c’era egocentrismo, quell’egocentrismo l’ho messo io (e anche in questo caso le reazioni tipiche parlano da sole). Stessa cosa con razzismo, cattiveria, chiusura o altro.
Come sempre, quello che le persone dicono e come esse reagiscono parla di loro, non di ciò cui esse stanno reagendo, evento o persona che sia. Va da sé che più un individuo è esposto, anche mediaticamente, più riceverà commenti altrui, positivi e non positivi: ma tali commenti non parleranno di lui, bensì delle persone che li emettono… com’è ovvio che sia.
Viceversa, la persona sveglia vede sempre e solo quello che c’è, e lo accetta in ogni caso, e prova affetto per tutto e tutti.

Detto questo, veniamo al contenuto del post, che era un commento alle recenti elezioni.
La massa delle persone, che come noto è distratta se non proprio ben addormentata, non si rende conto di cosa succede, e perde il suo tempo (in ogni campo, figuriamoci se ciò non avviene per la politica) a discutere dei dettagli, che inevitabilmente sono dettagli del mondo esterno, son fatti del mondo fenomenico, e mai o quasi mai sono le energie interiori… quelle energie che hanno causato i risultati esteriori.
Ciò che vale per l’individuo vale anche per il gruppo e per un intero popolo: come in alto così in basso, come dentro così fuori.

Se io con le mie energie interiori determino la mia vita nel mondo di fuori, la stessa cosa avviene per i macroaggregati come le nazioni. Ecco perché il proverbio per cui “il popolo ha sempre il governo che si merita” trova una sua motivazione esistenziale infallibile e ineluttabile.

Dunque, non ha alcun senso discutere su destra o sinistra (categorie peraltro molto “duali”, e tutto ciò che è lotta di dualità rappresenta l’addormentamento), ma neanche sui singoli partiti o sui singoli candidati. Nemmeno sui singoli programmi di governo, badate bene, giacché quel che avverrà sarà il riflesso materiale delle energie interiori di un certo gruppo sociale al di là di titoli, nomi e programmi.
Difatti, sappiamo bene che i programmi di governo fanno assai presto ad essere disattesi, mentre al contrario chi si trova al governo sarà letteralmente costretto a dare al popolo quello che egli energicamente chiede. E, intendiamoci, glielo darà volentieri: è stato eletto proprio perché vibrazionalmente affine a ciò che il popolo chiede con le sue energie interiori.

Ovviamente quando si parla di “energie interiori” si sta parlando del livello di consapevolezza delle singole persone, e di quello collettivo come somma totale: da esso tutto discende a cascata.
Ecco perché non ha senso discutere su questo o su quello, sul fatto che sia meglio il capitalismo, il socialismo o il comunismo, su questo o quel partito: una società di persone consapevoli farebbe funzionare bene qualunque forma di governo, mentre una società di persone poco consapevoli farebbe funzionare male la medesima forma di governo.

Qual è il punto, allora?
Come sempre, il punto è portare avanti il proprio percorso interiore, sapendo che da esso tutto verrà generato in automatico: serenità, ricchezza, missione di vita, persone che si hanno intorno, etc. E questo vale anche per i grandi gruppi, per quanto coi grandi gruppi ovviamente vi sono più variabili in gioco.

Quando le energie collettive saranno pronte, emergeranno spontaneamente dei partiti con programmi di governo più all’avanguardia, diciamo così.
E, per la cronaca, ecco che tipo di programma personalmente voterei senza indugio per il bene della nazione.
1. Uscita dall’Unione Europea.
2. Uscita dall’euro e creazione di una moneta statale, non privata (questo è il fondamento della sovranità nazionale, fondamento purtroppo disatteso da molto tempo).
3. Eliminazione del signoraggio e cancellazione del debito pubblico derivante (ossia quasi tutto il debito pubblico, che alla fine è ciò che genera la povertà attuale).
4. Tassazione fissa in una percentuale tra il 20% e il 30% (la corruzione e gli sprechi pubblici, di cui tanto si parla nei media, sono virgole in confronto, e infatti sono usati per distrarre la popolazione dal vero problema).
5. Incentivazione dell’attività d’impresa e della libera professione (che sarebbe già fortemente incentivata da una tassazione abbattuta della metà).
6. Valorizzazione dell’enorme patrimonio storico, architettonico, culturale e turistico presente in Italia (solo con turismo e attività accessorie si potrebbe far lavorare buona parte della popolazione).
7. Diritto di cittadinanza dato ai figli di italiani (ius sanguinis) e non a chiunque nasce sul suolo nazionale (ius soli).
8. Rigida politica sulle immigrazioni (sul suolo nazionale deve viverci solo chi ne ha diritto).
9. Riforma dell’educazione (comprensiva di educazione alimentare ed educazione spirituale).
10. Riforma medica e libertà di scelta su vaccini e terapie.
11. Irrigidimento delle pene e reintroduzione di lavori forzati e socialmente utili (chi delinque deve sapere che sarà punito severamente e senza sconti; e i carcerati non devono gravare sulle finanze pubbliche, ma rendersi utili e contribuire, parallelamente a un percorso di recupero sociale e culturale).
12. Fortissima disincentivazione per fumo, alcol, gioco d’azzardo, pornografia (in attesa di poterli eliminare in una società più consapevole).
13. Aumento dei diritti degli animali (in attesa finalmente di non trattarli più come oggetti da sfruttare).

Altre tre cose prima di concludere.
La prima riguarda un punto del programma che in molti faticano a capire, e che è questione delicata per via di vecchie posizioni di partito per alcuni o per via di concetti un po’ new age per altri: l’immigrazione.
Ecco la regola, che è un dato di fatto e che qualunque persona di buon senso non faticherà ad accettare: così come ci sono individui evolutivamente più avanti di altri, così vi sono popoli evolutivamente più avanti di altri.
Per il primo caso, si confronti ad esempio San Francesco con Jack lo squartatore.
Per il secondo caso, si confronti ad esempio un popolo che crede che le donne non abbiano l’anima, che brucia le presunte streghe sul rogo, che vende gli esseri umani come schiavi e che condanna a morte chi ha una fede religiosa differente da quella maggioritaria con un popolo che non fa tutte queste cose… non dico un popolo composto interamente da mistici risvegliati, ma perlomeno che ha abbandonato tali efferatezze, per quanto ne ha altre in corso, come ad esempio l’olocausto degli animali, la partecipazione a guerre e invasione di territori nazionali altrui, la produzione e la vendita di armi, lo svilimento della sessualità, etc.
Senza andare a cercare altri popoli, possiamo pensare agli abitanti dell’Italia secoli-millenni fa, agli abitanti dell’Italia di adesso e agli abitanti dell’Italia in futuro (se le cose andranno come dovrebbero andare, perlomeno).
Come possiamo notare queste differenze nel tempo, le possiamo notare anche nello spazio, e non c’è nulla di male o di sbagliato in questo: la persona saggia osserva quello che c’è e non se ne distanzia.
In tale discorso non c’entrano niente amore e compassione, elementi che io do per scontati. Si tratta di far fare agli altri il loro percorso evolutivo mentre io faccio il mio; non nego il percorso altrui, non lo giudico (giusto per la cronaca, io non giudico nemmeno assassini, truffatori e stupratori… ma li voglio mettere in carcere affinché non possano fare altri danni, e in carcere voglio metterli a produrre qualcosa di utile per la società per il bene di tutti, compreso il loro), ma non necessariamente io devo farne parte: son libero di decidere se frequentare Francesco, Jack o qualcuno altro. E se qualcuno entra in casa mia e sparge in giro violenza, o semplicemente fango, io ho il sacrosanto diritto di mandarlo via. Quel che vale per la singola persona, come sempre, vale anche per gruppi e popoli interi, ciò che in molti si sono dimenticati distratti da qualche “concetto di massa” diffuso a bella posta.
Riguardo a questo, vi dico tranquillamente che i poteri che stanno dietro le quinte si muovono apposta perché diverse culture cozzino l’una contro l’altra, con due risultati: si generano violenza e odio tra diversi popoli, e il livello di consapevolezza medio di quelli un po’ più avanti viene abbassato, viene rallentato, proprio per evitare un risveglio generale che tali poteri percepiscono come pericolosamente vicino.

La seconda cosa afferisce il famoso reddito di cittadinanza: questa è una di quelle cose che non è possibile definire in astratto positiva o negativa, perché dipende molto dal tipo di consapevolezza su cui va ad adagiarsi. In una società sufficientemente matura il reddito di cittadinanza sarebbe una buona cosa, perché, messa da parte l’ansia per la sopravvivenza materiale, porterebbe tanti a interessarsi alle cose essenziali della vita, ossia le tematiche esistenziali, e dunque sarebbe un contributo fattivo al progresso di una civiltà; in una società immatura, d’altro canto, sarebbe utilizzato da tanti come strumento di passività e parassitismo, ciò che andrebbe in una direzione antievolutiva. Ad occhio la società attuale sta nel mezzo tra questi due estremi, e infatti si inizia a parlare del suddetto reddito.

La terza e ultima cosa concerne il fatto che ho limitato il programma a ciò che potrebbe essere realizzato nel breve-medio termine, lasciando fuori cose ancora premature, che in futuro saranno certamente poste in essere ma di cui ora non ha senso parlare: come sempre, occorre fare un passo per volta.

Torniamo a noi e andiamo a terminare: a meno che non vogliate darvi alla politica, ciò che motiverebbe il vostro interessarvi a partiti o programmi politici, occupatevi essenzialmente della vostra consapevolezza, giacché non c’è altro da fare che sia più importante di questo.

Fosco Del Nero

 

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