I diversi livelli di evoluzione spiritualeQualche tempo fa ho pubblicato un articolo intitolato Le diverse vie di evoluzione spirituale, nel quale descrivevo i principali sentieri evolutivi (la via dell’amore, la via del servizio agli altri, la via della contemplazione, etc).

Quest’oggi pubblico un articolo che è una sorta di completamento del precedente: mentre il primo articolo affrontava la questione dell’evoluzione spirituale dal punto di vista orizzontale, dei diversi sentieri percorribili, l’articolo odierno la affronta dal punto di vista verticale, dei livelli ai quali si può lavorare.

I livelli sono i seguenti:
– livello del corpo fisico,
– livello del corpo emotivo/astrale,
– livello del corpo mentale,
– livello animico.

Ogni tecnica ed ogni attività lavora su uno o più di questi livelli, secondo schemi, impegno e risultati differenti, come ovvio che sia.

È ugualmente ovvio, peraltro, come lo era per il caso delle diverse vie evolutive, che non c’è un meglio o un peggio assoluti, ma la maggiore efficacia di una via o di un livello di intervento è data unicamente dalle energie di partenza della persona…

… nonché da quanto essa è disposta a mettere in gioco in quanto a sforzo e fatica, ciò che fa una grande differenza in termini di velocità di avanzamento.

Pensate velocemente a pratiche assai diverse come la meditazione (e quanti tipi di meditazione esistono, poi), lo yoga (e quanti tipi di yoga esistono), le tecniche di respirazione, le tecniche sciamaniche, le discipline come le costellazioni familiari o gli psicodrammi, o ancora la cromoterapia, i mantra. Ma pensiamo pure all’advaita vedanta, all’alchimia trasformativa, etc.
Insomma, ogni tecnica ha un suo raggio d’intervento e smuove certe cose, fermo restando che tanto l’obiettivo quanto il risultato è il cambiamento delle energie interiori, quale che sia il punto di accesso della tecnica, magari più corporale o più emotivo.

È un concetto semplice, ma molte persone, prese dalla moda del momento, che dice kundalini yoga piuttosto che meditazione dinamica piuttosto che ricordo di sé, passano svariati anni appresso ad una disciplina magari poco adatta alla propria struttura energetica, laddove con qualche altro approccio avrebbero fatto progressi maggiori.

Un altro concetto semplice è il seguente: i livelli più elevati (ossia il livello animico, e gli altri a scalare) sono quelli meno appariscenti e ad impatto meno immediato, ma in compenso sono quelli che vanno più in profondità e offrono risultati più duraturi a livello di cambiamento interiore.

E, come logica conseguenza di ciò, sono anche quelli che necessitano di maggiore determinazione e volontà, proprio perché si fa avanti per “fede/fiducia” per un certo lasso di tempo, mentre altre pratiche, quelle più fisiche per esempio, offrono dei riscontri immediati (pianto liberatorio, senso di leggerezza, cambiamenti nella postura, cambiamenti nella muscolatura o nella respirazione, etc).

E così via a scalare per i livelli intermedi, come dicevo.

Insomma, non solo occorre scegliere/intuire la via evolutiva più adatta al proprio sé attuale (amore, contemplazione, etc, livello orizzontale), ma anche il livello di intervento più efficace (livello verticale).

Come sempre, ciascuno senta cosa è meglio per sé.

Fosco Del Nero

 

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La democrazia e la follia della società odiernaFin da bambino ho sempre avuto il sentore che la democrazia fosse una stupidaggine, anche se al tempo non avevo i mezzi culturali per capirne il perché; era solo una vaga sensazione, peraltro abbastanza disinteressata, giacché come ovvio non è che fossi appassionato di politica, ma piuttosto di calcio, di scuola, di libri da leggere, di cartoni animati, etc.

Tuttavia, qualunque fonte culturale ufficiale (libri di scuola, telegiornali, libri divulgativi) affermava che la democrazia fosse il non plus ultra della società umana, nonché una grande conquista nella storia dell’umanità… e dunque di fronte a tale totalitarismo di pensiero (che sta franando ora con internet e con un maggiore accesso a fonti di conoscenza alternativa) il bambino-adolescente-giovane lasciava perdere, preso da altre cose… anche se la sensazione di qualcosa che non andava permaneva…

Con gli anni, però la sensazione di allora è divenuta man mano certezza, grazie non solo a fonti di sapere alternativo, ma soprattutto a un’aumentata consapevolezza interiore, tramite la quale sai come stanno le cose pur senza bisogno di fare ricerche in merito.

La domanda di fondo riguardo alla democrazia è: siamo sicuri che i voti delle persone decidano qualcosa? Governi, capi di stato, parlamentari, politiche del paese?

E la seconda domanda, in caso di improbabile sì alla prima, è: perché il voto delle persone dovrebbe valere sempre uno? Forse che le persone hanno tutte la medesima intelligenza, o – ancor di più – la medesima consapevolezza?
Voi forse gestireste la vostra azienda dando diritto di voto a qualunque persona, tanto il manager supercompetente quanto l’addetto alle consegne con evidenti problemi psicologici?
Quando mai la media ha preso decisioni eccellenti?
La media creerà per forza mediocrità, lo dice la parola stessa, e le decisioni dovrebbero essere prese dall’eccellenza, non dalla media (ora comunque, giusto per essere chiari, non le prende nemmeno la media, ma le élite finanziarie che si muovono dietro la finzione della democrazia la cui illusione serve a tenere buono il popolo).

A questo riguardo, mi ricordo di un romanzo di fantascienza che lessi ormai molti anni fa, in cui una razza aliena che aveva invaso la Terra (ovviamente una razza di rettili, manco a dirlo), dileggiando il sistema decisionale umano della democrazia, la chiamava “la conta dei musi”, chiedendosi per l’appunto come si poteva sperare che decisioni prese dalla media delle persone fossero buone.
Per chi se lo stesse chiedendo, da loro governava una persona che fin da piccola era stata allevata dagli individui più consapevoli col preciso scopo di renderla una guida saggia.

Che la società odierna abbia tanti problemi paradossalmente non è un problema, comunque, perché le persone, esistenzialmente parlando, hanno sempre quello che si meritano e che serve loro per il progresso spirituale, e questo vale sia per le singole persone, quanto per le grandi collettività delle nazioni.

Ma con questo articolo non voglio parlarvi di politica, argomento di cui non mi occupo, né fare polemiche, di cui ugualmente non mi occupo, bensì voglio parlarvi di evoluzione personale, e per l’appunto mi occupo di questo.

Il principio stupido-democratico viene applicato a qualunque ambito, in pieno appiattimento mentale: nella politica, dove il parere di una persona illuminata vale 1 tanto quanto quello del demente; nello sport, dove qualunque tifoso crede di intendersene di calcio più dell’allenatore della nazionale; nell’arte, dove chiunque si sente in potere (di più, in dovere!) di dire la sua, nonostante sia evidentemente sprovvisto di qualunque competenza e sensibilità a riguardo…
… e tale follia vale anche nell’ambito dell’evoluzione spirituale, dove ugualmente ogni persona, pure se impegnata in un cammino consapevole da decenni (almeno così pensa di se stessa), ritiene di saperne di più del maestro di turno, che sia antico o contemporaneo.

E invece, guarda un po’, anche qui – anzi, soprattutto qui! – c’è una gerarchia di consapevolezza di cui tenere conto, e che recita così: il voto-pensiero-consapevolezza di alcune persone ha valore 10, il voto di altre persone ha valore 5, e il voto di altre ancora ha valore 1.

Ovviamente non parlo di voto in senso decisionale-politico, ma nel senso di visione dell’esistenza e di consapevolezza interiore. E di percorso evolutivo e di energie, dunque.

Il corollario di tutto ciò è assai semplice, e l’articolo odierno in poche parole consiste in questo: fidatevi (sì fiducia e apertura, no controllo, attaccamento o persino arroganza) di chi ha un livello di consapevolezza superiore al vostro…
… almeno fino a quando non lo raggiungerete e lo sopravanzerete: come ben noto nel settore, il maestro va seguito e poi abbandonato. Ma va abbandonato dopo che si è diventati maestri a propria volta, o comunque indipendenti e consapevoli nel cammino, e non prima.

Dunque, ricordatevi che, qualsiasi argomento-settore vi interessi, vi sono delle persone più competenti di altre e di voi stessi, e che il modo per imparare più velocemente è accostarsi ad esse e seguire i loro consigli. Il concetto è puerile, ma nella società di oggi evidentemente serve rimarcarlo.
Altrimenti potete procedere da soli: arriverete comunque a destinazione (giacché questa è l’unica cosa certa) ma ci metterete più tempo e sofferenza (e anche questa è cosa certa).

Fosco Del Nero

 

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