Gerarchia e democrazia: alcune cose da sapereTempo fa ho già scritto sulla democrazia e sull’appiattimento culturale ed esistenziale che essa ha generato (La democrazia e la follia della società odierna), ed oggi ne scrivo un altro di genere similare.

Partiamo da un principio di fondo: la democrazia non esiste, è un’invenzione dell’uomo, mentre in natura tutto è gerarchico, non democratico.
Quando dico che “la democrazia è un’invenzione dell’uomo” peraltro non intendo affermare, con ciò, che essa sussista artificialmente, ma che in realtà viene posta in essere la sua finzione: la democrazia non esiste da nessuna parte, e tutto è strutturato invece in senso verticale.
A livello fisico, vi è una creatura più forte di un’altra; a livello mentale, vi è una creatura con più conoscenza di un’altra; a livello esistenziale vi è una creatura con più consapevolezza di un’altra.

Il punto non è come fare in modo che la democrazia (che non esiste) funzioni meglio, ciò su cui si concentrano tutti, ma come salire di livello sul piano della consapevolezza.

Tuttavia, fin da piccoli ci hanno bombardato con il principio stupido-democratico (a me piace chiamarlo così), da averci letteralmente instupiditi: c’è gente convinta che il voto di ogni persona debba valere sempre uno, pur in presenza di stati di consapevolezza infinitamente distanti, c’è gente convinta che “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, c’è gente convinta che il gusto è soggettivo, la bellezza è soggettiva, la cultura è soggettiva.

Peggio: i danni prodotti dall’appiattimento del principio stupido-democratico sono talmente estesi e talmente intensi che le nuove generazioni non fanno più a gara, come nei secoli scorsi, ad imitare le classi sociali elevate (che magari avevano certamente qualcosa da risolvere a livello di potere e di compassione, ma che spesso si distinguevano per buone maniere, eleganza, cultura, senso del bello… valori oggi per buona parte spariti), ma fanno a gara al contrario a imitare le frange più tamarre e grezze della società contemporanea, incoraggiate in questo dai mezzi di comunicazione di massa, televisione in primis, che per natura sono alla ricerca dei numeri e del consenso popolare al fine di registrare ascolti elevati e quindi attrarre sponsor e denaro in maggiori quantità. D’altronde, il loro nome dice tutto: “mezzi di comunicazione di massa”, e in ciò c’è una certa sincerità, occorre ammetterlo.

Di chi sono i canali televisivi?
Chi ha deciso che andava promossa questa “cultura”?
Chi ha deciso per l’appiattimento e per l’omologazione?
Chiedetevelo, e chiedetevi anche in che direzione volete che vada la società umana.

Noi non viviamo in un universo “democratico”, in cui il pensiero di ciascuno vale uno e il voto della maggioranza decide le leggi della vita, ma viviamo in un cosmo con delle leggi ben precise, a cui noi faremmo bene ad allinearci, prima di perdere tutti i valori elevati e prima che la Terra e il Cosmo stesso decidano di resettare tutto, come hanno già fatto in passato, perché come genia umana non siamo più utili (lo ritengo improbabile, per la cronaca, ma giusto per capire come funziona l’Esistenza).

La bellezza è un valore.
L’amore-compassione è un valore.
Il rispetto per ogni forma di vita è un valore.
La disciplina interiore è un valore.

Tutto ciò è verticistico, nel senso che vi sono persone più in alto lungo il sentiero della montagna e persone che sono ancora alla base.
Ovviamente per andare su occorre impiegare uno sforzo.

Il principio stupido-democratico invece consegna il potere alla massa di coloro che stanno in basso… i quali saranno sempre la maggioranza per un mero fattore numerico.
Ma la maggioranza, la media, sarà sempre mediocre, e anche in questo caso l’etimologia è sincera.

Peraltro, la democrazia è una finzione, per chi non se ne fosse ancora accorto: il popolo non governa nulla, non decide delle cose importanti della società e della politica, mentre la sua attenzione viene dirottata sui mezzi di distrazione, dal calcio agli show televisivi…
… e quando qualcuno si impunta per voler decidere qualcosa, perché “noi siamo il popolo e siamo in democrazia”, lo si fa decidere su cose irrilevanti; così il “popolo sovrano” si sfoga e poi sono tutti contenti.

La democrazia è schiavitù.
La globalizzazione è appiattimento.
L’uguaglianza è una finzione.

Persino le cose considerate tradizionalmente più “elevate e colte”, come l’arte e la letteratura, sono scese di livello, passate all’ottava bassa della società odierna, tanto che al giorno d’oggi c’è molta gente convinta che arte e bellezza siano una cosa soggettiva (pensate un po’ a che punto siamo arrivati…).

Ma non è un problema, e alla domanda “Che cosa proponi al posto della democrazia?”, rispondo in questo modo: il problema non è la democrazia, la repubblica o la monarchia, come non è il capitalismo o il socialismo.
Una società formata da persone consapevoli farebbe funzionare bene il capitalismo come il socialismo, mentre una società formata da persone inconsapevoli farebbe andare male la forma di governo più intelligentemente studiata.

Il punto centrale è sempre e solo la consapevolezza, e siccome la consapevolezza generale è data dalla somma delle consapevolezze individuali, il rimedio è sempre quello: che ognuno lavori su sé stesso e si elevi, e in quell’atto si eleverà tutto quanto.

Fosco Del Nero

 

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