Che livello di consapevolezza ho davanti?Tante persone, pur definendosi “spirituali” (come se vi fosse qualcosa che non fosse spirituale, peraltro), hanno ancora difficoltà a portare concretamente nella loro vita certe cose che magari hanno capito in parte, ma non totalmente, o che magari hanno anche capito come idea di fondo, ma che non hanno il coraggio di applicare in modo concreto.
Insomma, hanno compreso qualcosa, ma qualcos’altro sfugge loro.

Nulla di male, per carità, anche perché questa è la condizione di ognuno di noi, ciascuna persona sul suo livello evolutivo e quindi di comprensione…
… è però un peccato quando una comprensione-realizzazione non fa procedere in automatico alcuni suoi corollari, e di solito tale “automatismo” è frenato da convinzioni sociali, altrimenti dette forme pensiero collettive, le quali poi vanno a influire sul velo che la singola persona ha davanti agli occhi.

Fatta questa introduzione, veniamo all’oggetto del presente articolo: tante persone sanno di essere un’anima che si è incarnata in un corpo fisico, però non riescono ad andare oltre, e sono ancora bloccate al livello di partenza, senza che siano riuscite ad applicare tale principio di fondo ad ogni cosa.

Intanto, il suddetto principio di fondo: l’anima, essenza immortale facente parte dell’energia divina, si incarna in un corpo fisico per effettuare un certo percorso evolutivo-esistenziale.
Se almeno su questo concetto-realizzazione ci siete, possiamo andare avanti; al contrario, potete tornare alla tv a guardare il telegiornale.

Se l’anima si è incarnata in un corpo per un determinato percorso-progetto evolutivo, quel corpo sarà perfettamente rispondente alle esigenze di quel percorso (destino), e gli offrirà le migliori opportunità: tutto è sempre perfetto nell’Esistenza e niente è mai sbagliato.
Corollario uno: la lamentela non ha senso e identifica con certezza le anime bambine, o al massimo adolescenti.
Corollario due: il corpo che avete ricevuto alla nascita è perfetto… ma ovviamente cosa ne avete fatto in seguito fa parte delle vostre scelte (libero arbitrio).

Abbiamo dunque un’anima che viene ospitata dal corpo, che è semplicemente un veicolo fisico che l’anima usa per muoversi nel mondo della dualità e fare esperienza in esso fino a che non sarà riuscita, tramite numerose esperienze (e di solito numerose vite) a sciogliere la dualità ritornando all’unità.

Ora, il corpo è solamente il primo livello di veicolo fisico, nel senso che l’anima sarà ospitata anche in altri sensi e da altri veicoli, certamente in modo meno stretto e intimo, ma il principio è il medesimo.
Un altro corpo è quello della propria automobile (propria si fa per dire, ovviamente): anche in questo caso l’anima si muove nel mondo all’interno di un veicolo, e letteralmente, per quanto un veicolo più “esterno”, per così dire.

Un altro caso di “ospitalità” è quello della casa in cui si vive: anche in questo caso come anima siamo dentro a qualcosa di fisico che ci ospita.

Corollario tre: proprio come il corpo fisico corrisponde perfettamente all’anima, alle sue energie e quindi al percorso evolutivo cui è chiamata, anche gli altri corpi-contenitori saranno perfettamente corrispondenti, ed ecco perché, per dire, il feng shui cinese (o il vastu indiano) è una disciplina antica che ha ovviamente un suo senso esistenziale, ed ecco perché la vostra automobile vi rappresenta in pieno in quello che le succede, e anzi potreste guardare ad essa per sapere (non ipotizzare, ma proprio sapere con certezza) cosa sta succedendo dentro di voi a livello energetico… qualora non abbiate un livello di consapevolezza sufficiente da saperlo per conto vostro senza l’aiuto dello specchio del mondo esterno.

Facciamo un paio di esempi classici per la macchina.
1. Il classico dei classici: si scarica la batteria. Vuol dire che anche voi siete scarichi interiormente, o che siete a rischio scarica, e la tal cosa può fungere da segnale.
2. Problemi con la frizione (mi è stato chiesto tempo fa in privato relativamente a una persona a cui si erano rotte a breve distanza di tempo le frizioni di due macchine): problemi a cambiar marcia nella vita; senza dubbio c’è qualcosa che non si riesce a ottenere, o a livello materiale o a livello esistenziale (li separo per chiarezza concettuale, ma in realtà è chiaro che convergono).
3. Il bagagliaio non si apre, oppure i finestrini sono bloccati. C’è una qualche difficoltà nell’interscambio con il mondo esterno, nel dare e nel ricevere, nel condividere e nel mettersi in contatto.
4. I freni funzionano male. Si ha difficoltà nel frenare, nel fermarsi quando è il caso di fermarsi, nel darsi un limite efficiente.
5. Come tenete la vostra macchina? È pulita o è sporca? Nel secondo caso, è inevitabile che ciò rifletta un qualche tipo di mancanza di rispetto per se stessi, un qualche tipo di mancanza d’amore (e non ci sarebbe da stupirsi se anche il corpo fisico fosse trattato in egual modo e dentro fosse sporco anch’esso).

Lo scopo di questo articolo non è fare una casistica completa dei vari possibili inconvenienti della macchina o della casa, e nemmeno del corpo umano (per cui non scrivetemi per chiedere cosa significa se vi si è rotto il vano portaoggetti), ma quello di evidenziare due principi:
– il principio della perfezione del Creato, per cui niente avviene a caso,
– il principio analogico, per cui ogni cosa si corrisponde a qualcun’altra su un altro livello.

Il saggio impara ad applicare i suddetti principi sempre, in ogni occasione.
E subito dopo impara ad affidarsi alla Vita.

Fosco Del Nero

 

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