Le cose che ci danno fastidio… ovvero le persone che ci danno fastidio… ovvero i contatti facebook che ci danno fastidioOgni tanto prendo spunto da qualcosa che mi viene detto o chiesto per scrivere un articolo, ed è esattamente il caso di questo articolo.
Una persona di recente mi ha domandato un consiglio riguardo a qualcosa che, mi ha detto, le stava procurando molto disagio: le cose che i suoi amici di facebook condividevano nei loro profili, e che, in quanto amici, risultavano anche nella sua sezione notizie.
La sua posizione era molto semplice: lo so che certe cose esistono, ma io non voglio vederle, perché esse mi abbassano come energia, mi rendono triste e mi ostacolano anche nel mio percorso personale.

Dopo aver eliminato le amicizie più negative a livello di condivisioni di episodi di violenza sulle donne, violenza sugli animali, morte, dolore, rabbia, etc, era arrivata al caso di sua cugina, alla quale, in virtù di un rapporto piuttosto stretto, aveva chiesto di porre attenzione a quanto condivideva, ciò che, trattandosi di eventi “brutti”, risultava una sorta di diffusione di bruttezza, a discapito non solo suo, ma anche di tutte le sue conoscenze-amicizie di facebook.

Va da sé che la cugina ha risposto picche, e con ragione, da cui il suo dubbio e la sua domanda rivolta a me: la cancello, le spiego ulteriormente la questione, sopporto le sue energie basse?

Premesso che il consiglio pratico, non volendola cancellare ma ugualmente non volendo essere sottoposta alle sue condivisioni “basse”, era ovviamente quello di eliminarla dalla sezione notizie per non vedere più i suoi aggiornamenti senza doverla per forza eliminare dalle amicizie, la questione da un punto di vista esistenziale-evolutivo è la seguente.

Il primo punto da evidenziare è che nessuno ha il diritto di dire a qualcun altro come deve comportarsi… ivi compreso che cosa pubblicare nel suo profilo facebook.
Non solo è una questione di lasciare agli altri il sacrosanto diritto di autodeterminarsi e di procedere lungo il loro percorso evolutivo, ugualmente sacro, ma è anche una questione di accettazione, di non giudizio per il loro percorso.
Altrimenti tutti i principi evolutivi che si leggono sui libri vanno a farsi benedire: come dire, il mio percorso evolutivo è sacro ma quello degli altri no e voglio decidere io cosa devono fare.
Ovviamente qua c’è di mezzo anche il giudizio, parente stretto della non accettazione: io voglio cambiare qualcosa perché non l’accetto, e non l’accetto perché la giudico sbagliata… e ovviamente so io (e non l’altra persona, e non l’Esistenza) cosa è giusto e come dovrebbero essere le cose.

Secondo punto, corollario del primo: occorre avere occhi per vedere le cose… o perlomeno ricordarsi quanto si è letto nei libri di spiritualità-esoterismo.
Le persone agiscono come agiscono perché ciò è in linea con le loro energie interiori. Se avessero altre energie, ossia se si trovassero in un altro punto del percorso evolutivo, agirebbero diversamente (e questo vale non solo per le condivisioni di violenza su facebook, ma anche per i furti, per le macchine bruciate, per gli inganni, etc).

Terzo punto: considerato questo, la persona “sofferente” in questo caso deve scegliere – e anche lei ha il sacrosanto diritto di scegliere – se tenere nella propria vita qualcuno o se eliminarlo.
Nessuno peraltro glielo può dire, deve vedere lei in base a quello che si sente dentro.

Quarto e ultimo punto, probabilmente il più interessante tra tutti: se è vero che certe cose (e certe persone) dall’energia bassa rischiano di abbassare anche la nostra energia, è pure vero però che ciò che ci dà più fastidio (eventi, persone, immagini, etc) è proprio ciò su cui dobbiamo lavorare dal punto di vista energetico-evolutivo.
Ciò che ci dà fastidio è ciò che non abbiamo integrato in noi; ciò che non ci piace risuona con qualche energia in disequilibrio dentro di noi.

Il che si può dire in un altro modo, molto impegnativo: la distanza tra dove siamo e il risveglio è data proprio da ciò che non vediamo come amore e bellezza.
Più cose vediamo come brutte e tristi, più siamo lontani dal risveglio… mentre se sono poche le cose che ancora ci urtano, sarebbe proprio il caso di lavorare su quelle, perché quelle costituiscono i passi mancanti all’arrivo.

Tutti i maestri spirituali di tutti i tempi hanno sempre detto che in questa creazione esistono solo bellezza e amore, che peraltro sono modi diversi per dire Dio: dove non vediamo Dio, è proprio lì che dobbiamo sforzarci di vederlo.

Fosco Del Nero

 

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Come mai alcuni insegnanti spirituali danno esercizi opposti?A volte capita che qualcuno chieda come mai il tal maestro ha consigliato ai suoi allievi una certa pratica, mentre un altro maestro – e magari entrambi sono ritenuti risvegliati e altamente attendibili – consiglia una pratica del tutto contraria.

Ad esempio, nel settore della legge di attrazione è molto diffuso il consiglio, che poi diventa un comportamento di vita molto concreto, di evitare le emozioni negative, nonché le fonti di energia negativa e tutti quegli avvenimenti che rischiano di generare in noi energie basse.

Si chiude quel libro, se ne apre un altro, ed ecco che questo secondo insegnante suggerisce al contrario di affrontare le cose che ci fanno paura, o le cose che ci irritano.

La domanda che mi è stata posta è una conseguenza di tale contrapposizione: chi ha torto dei due?

La risposta è: nessuno dei due… e forse l’unico ad aver torto è colui che, probabilmente per pigrizia mentale, non ha indagato la questione con un minimo di profondità.

La questione è in realtà molto semplice, persino banale: le persone si trovano a differenti livelli evolutivi, e per fare un passo avanti hanno bisogno di differenti spunti… proprio perché è diverso il passo che devono compiere.

Facciamo un esempio: il primo autore consiglia al suo pubblico di spegnere la tv per non essere bombardati dall’energia negativa e fortemente manipolatoria dei telegiornali, di film violenti e in generale dei mezzi di comunicazione di massa.

Leggiamo ad esempio questo brano di Thich Nhat Hanh tratto dal libro La pace è ogni passo:
“Vi capita mai di restare incollati davanti al televisore e guardare un programma orrendo?
Quei rumori striduli, quei colpi di pistola urtano i nervi.
Eppure non vi decidete a spegnere.
Perché infliggersi una tortura del genere? Non sarebbe meglio chiudere le finestre? Avete paura di stare soli, del vuoto e della solitudine che potreste incontrare rimanendo a tu per tu con voi stessi?
Guardando un brutto programma alla tv, noi diventiamo quel programma.
Noi siamo quello che proviamo e percepiamo. Se ci arrabbiamo, siamo la rabbia. Se amiamo, siamo l’amore. Se contempliamo la cima di un monte ricoperto di neve, siamo la montagna. Possiamo essere ciò che vogliamo.
Allora perché spalancare le finestre a spettacoli di bassa lega prodotti da chi specula sull’emotività della gente, e che ci fanno venire le palpitazioni, ci fanno stringere i pugni e ci lasciano svuotati?
Siamo troppo passivi rispetto a quello che ci propina lo schermo, troppo soli, troppo pigri o annoiati per crearci una vita tutta nostra. Accendiamo il televisore e lo lasciamo acceso, permettendo a qualcun altro di guidarci, plasmarci, distruggerci”.

Suggerimento sensato, e molto adatto alle persone agli inizi del loro percorso di consapevolezza, o comunque alle persone in un certo momento un po’ deboli e decentrate, che di certo non hanno bisogno di energie basse (oltre le loro!), le quali rischierebbero di risucchiarle ancora più in basso, o comunque di rallentarle fortemente nel loro cammino.

Il secondo autore, invece, consiglia praticamente l’opposto: accendere la tv e guardare e ascoltare la persona che più dà fastidio, magari il politico manipolatore di turno.
O, a proposito di persone che agitano le nostre energie basse, di passare un weekend in famiglia.

Il secondo esempio lo traiamo dal libro La danza del vuoto, di Adyashanti:
“Penso che sia un’ottima pratica spirituale accendere la televisione e ascoltare il tizio che odi di più, quello che ti fa uscire dai gangheri più di chiunque altro.
Quando riesci a vedere Dio anche in lui, stai cominciando a capire.
Se invece devi spegnere la tv ogni volta che lo vedi, perché ti fa montare su tutte le furie, allora hai ancora un bel po’ da risvegliare”.

Anche questo consiglio è perfettamente sensato… se rivolto a una persona che è già piuttosto avanti nel suo percorso, tanto da sapere che il fuori è riflesso perfetto del dentro, che delle cose e delle persone ci infastidiscono le energie con cui noi stessi non siamo a posto interiormente, che più si hanno reazioni negative e più c’è da ripulire interiormente, e se la persona in questione ha sufficiente centratura e motivazione per affrontare le proprie energie basse allo scopo di elevarle-sacrificarle-santificarle.
A questo tipo di persona, in realtà, non converrebbe affatto evitare le cose che non le piacciono, giacché in quel caso si starebbe autolimitando, starebbe procedendo molto più lentamente di quanto viceversa potrebbe (a proposito, parlo proprio di questo argomento nell’audio gratuito Legge d’attrazione, alchimia trasformativa ed evoluzione personale).

Non ha senso dunque fare di tutta l’erba un fascio, perché ogni male ha il suo rimedio, e talvolta il rimedio per un male è bene in un caso e male in un altro…
… laddove “bene” e “male”, per quanto mi riguarda, vogliono dire semplicemente “agevolare il percorso evolutivo” e “rallentare il percorso evolutivo”, senza che di mezzo vi sia alcun giudizio di tipo dualistico.

Flessibilità, dunque, e apertura mentale… e anche fiducia negli insegnanti da cui vi sentite attratti, che non è mai una cattiva idea.

Fosco Del Nero

 

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