Chakra: i temi energetici che stanno dietro ai sette chakra

Chakra: i temi energetici che stanno dietro ai sette chakraTempo fa ho pubblicato un post sui chakra, che certamente non voleva essere esaustivo dell’argomento, dato che sono stati scritti libri di 500 pagine sui chakra non essendo completamente esaustivi essi stessi, ma che voleva semplicemente fare e dare una visione di sintesi, nonché fornire uno spunto interessante.

A distanza di tempo, pubblico una sorta di secondo capitolo, anche se a dire il vero si tratta di qualcosa di completamente indipendente dall’articolo precedente, cui comunque vi rimando qualora abbiate il piacere di leggerlo: Chakra: le energie retrostanti e l’incrocio maschile-femminile.

Veniamo ora all’articolo di oggi, sempre dedicato ai chakra, ma con un nuovo spunto e quindi un nuovo punto di vista, anch’esso ovviamente di stampo esistenzial-evolutivo.

Ma prima, una piccola premessa: i chakra regolano il movimento e la qualità delle energie nel corpo umano, costituendo una sorta di doppio boccaporto.
In primo luogo, secondo un’ottica più terrena e concreta, nel fluire delle energie nel corpo stesso, e stiamo parlando proprio di benessere fisico e di salute. Ergo, ogni problema fisico è connesso a un particolare chakra, nel quale l’energia non si muove in modo sufficientemente fluido, essendoci un qualche blocco. Ogni organo del corpo, e così pure ogni arto o parte di arto, si riconduce inevitabilmente a qualche chakra, o per vicinanza vera e propria o per il collegamento dei meridiani.
In secondo luogo, i chakra funzionano da portali tra il piano fisico-denso e il piano sottile-spirituale. Che tra l’altro non sono semplicemente collegati, ma di più: sono la stessa cosa e le stesse energie, inquadrate però su piani differenti. In questo senso, i chakra sono i portali tra l’Esistenza-Universo-Creato e noi stessi come ego-individui-personalità.

Da ciò deriva una conseguenza ovvia: dal momento che il corpo è l’unica cosa che possediamo nel mondo materiale (e anche quella l’abbiamo in prestito, e prima o poi ne perderemo il possesso, lo dovremo restituire), ne deriva che qualunque disequilibrio spirituale-sottile deve per forza manifestarsi nel corpo.

Possiamo dire la medesima cosa in un modo un poco diverso: ogni chakra, ogni vortice di energia, ogni portale energetico incarna-rappresenta una qualche area energetica, ossia una qualche area evolutiva, ossia una qualche area di apprendimento, ossia una qualche area di maestria.

Ciò che peraltro non è certo una novità, non ho scoperto nulla. Il mio intento è semplicemente quello di darvi una piccola ma utile mappa di tali “aree di maestria interiore che diventa fisica-esteriore per il tramite dei chakra”.
Sarò come sempre sintetico e panoramico; quel che mi preme è dare soprattutto visioni generali, lasciando poi alla singola persona l’approfondire quello che sente le serve maggiormente.

Chakra 1: Io esisto, io mi occupo della mia sopravvivenza e del mio benessere.

Chakra 2: Io desidero, io provo piacere, io gioisco, io provo emozioni, io mi diverto, io creo.

Chakra 3: Io posso, io voglio, affermazione nel mondo, desiderio di definizione di se stesso nel mondo.

Chakra 4: Io amo, io provo affetto e amore (verso quante persone, ossia quanto l’amore è ristretto o diffuso, dipende dal livello evolutivo della singola persona, e ciò ovviamente ha a che fare con l’abbandono dell’ego-dualità-personalità e l’ingresso nell’anima… e non a caso il nome sanscrito del quarto chakra, Anahata, significa “suono che viene prodotto senza che due oggetti si colpiscano”: ossia la non dualità, condizione indispensabile dell’amore incondizionato).

Chakra 5: Io do, io dico, io condivido e scambio con gli altri.

Chakra 6: Io vedo, io immagino, io ho una certa visione interiore (e quindi anche esteriore, giacché il fuori è lo specchio del dentro).

Chakra 7: Io sono unito, io sono connesso col Tutto.

Ecco, in sintesi le aree di maestria, ossia le aree energetiche che dobbiamo padroneggiare e che sono incarnate come prove ed esperienze nel nostro stesso corpo (e per ciò da esse non possiamo fuggire, prima o poi le dovremo affrontare e padroneggiare), sono queste.
Questa è la scala di Giacobbe, in poche parole.

Ognuno faccia con questo breve elenco ciò che ritiene più utile, sia in riferimento a ciò che sta affrontando ora, sia in riferimento a ciò che già sente di padroneggiare e su cui non ha più problemi (attenzione: né emotivi né fisici), sia in riferimento a ciò che sente che ancora gli manca.

Fosco Del Nero

 

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