I vari livelli dell’arte

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Fosco Del Nero

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On 24/07/2020
Last modified:24/07/2020

Summary:

Una delle cose più interessanti da notare negli ultimi secoli della storia umana, e soprattutto negli ultimi decenni, è il ruolo dell’arte e come essa si è evoluta man mano...

Cosa sta succedendo realmente: elenco punto per puntoUna delle cose più interessanti da notare negli ultimi secoli della storia umana, e soprattutto negli ultimi decenni, è il ruolo dell’arte e come essa si è evoluta man mano.

Al giorno d’oggi, la definizione stessa di arte è nebulosa, e va a confondersi con la tecnica, con l’artigianato, con la bizzarria o con la produzione di idee o di emozioni… ma la vera arte, nel suo livello più elevato, non è nessuna di queste cose.

Un tempo l’arte che veniva prodotta, che fosse architettura, scultura, pittura, musica, letteratura o altro, aveva inevitabilmente un tono aulico, e sovente una matrice religioso-spirituale: era una sorta di strumento attraverso il quale l’artista, solitamente una persona non comune per evoluzione interiore, riusciva a comunicare qualcosa agli spettatori della sua opera.

Ciò è perfettamente visibile nella storia umana che conosciamo, ma ancora prima l’arte possedeva un ruolo ancora più elevato e importante, dal momento che erano i maestri a produrre opere, e quelle opere veicolavano le energie elevate dei suddetti maestri.
La maestria dunque era interiore ancora prima che tecnica: un Buddha che scrive una poesia, un Gesù che dipinge un quadro, un Krishna che realizza una scultura (o che suona il flauto). L’opera in questione, per legge cosmica, avrebbe avuto la vibrazione del suo creatore, e avrebbe funzionato da catalizzatore-ispiratore per coloro che l’avessero ammirata.

Ogni cosa della vita umana si può intendere secondo livelli, che non sono livelli orizzontali di differenze di colore (a me piace il rosso, a un altro piace il blu, a un altro ancora piace il giallo, etc), ma sono differenze verticali, differenze di livello evolutivo: questo vale per tutto, dall’imprenditoria alla produzione artistica, dall’educazione all’alimentazione.

Purtroppo nei tempi odierni l’arte è molto decaduta, parallelamente all’intero percorso umano e al kali yuga che stiamo vivendo, ed è un esercizio tecnico o di stile, un esercizio mentale o un’espressione emotiva bassa… e infatti vi è il luogo comune dell’artista o come persona molto cerebrale (e preferibilmente cervellotico) o come persona molto emotiva (e preferibilmente omosessuale).

Ciò è particolarmente evidente nelle forme artistico-espressive più vicine e apprezzate dal popolo: musica e cinema (anche la letteratura, ma in misura minore dal momento che in pochi leggono libri, preferendo intrattenimenti più spiccioli e facili). Il cambiamento nella produzione artistica è stato tale che l’arte non è più, salvo rare eccezioni, un veicolo di energie e consapevolezza elevate che il maestro (maestro nella consapevolezza ancora prima che maestro nella tecnica) offre alla gente, la quale magari al suo confronto potrà anche sentirsi infinitesima e piccola ma che in tale raffronto ottiene comunque una spinta evolutiva verso l’alto, ma è uno strumento di appiattimento culturale ed evolutivo, in cui l’“artista” fa a gara con la massa delle persone a chi è più massa, ciò che incoraggia l’omologazione e la stasi piuttosto che l’evoluzione.

E siccome la stasi in realtà non esiste, ma si va sempre in una qualche direzione, la direzione di tali prodotti bassi, molto emotivi e/o molto mentali, se non proprio dettati dagli istinti del corpo fisico, è una direzione di involuzione piuttosto che di evoluzione.

Il messaggio dunque non è più “Vedi, c’è qualcosa di superiore nell’esistenza che non la vita materiale, i bassi istinti e le cose dell’ego e te lo mostro con questa opera”, ma è “Vedi, anche io sono come te, immerso nella materia e nelle emozioni come rabbia, tristezza, gelosia, avidità: noi due siamo uguali”.
Il modello non è più un modello elevante, ma un modello abbassante (specialmente quando si tratta di “arte” prodotta da certi gruppi che hanno come scopo l’ottundimento della coscienza umana; e tali gruppi esistono, per chi avesse dei dubbi).

Cosa può fare la singola persona?
Certamente non può decidere per gli altri, ma può decidere per sé stessa, soprattutto nel suo potere d’acquisto o di visione: dvd, cd, film visti al cinema, trasmissioni televisive, libri… non date i vostri soldi e la vostra energia (i soldi sono energia, e la visione/attenzione è ugualmente energia) a prodotti di basso profilo, altrimenti diventerete di basso profilo anche voi.
Ciò che una creatura contempla infine diventa: è una legge cosmica.
Questo vale anche se non ci sono soldi di mezzo: il solo guardare un certo film o una certa trasmissione in tv intanto influenza le vostre energie interiori, e poi incoraggia il settore a produrre altre opere di quel tipo… da voi incoraggiate, letteralmente chieste.

Piuttosto, incoraggiate, anche economicamente, chi cerca di produrre qualcosa di elevato e di elevante, che sia nei libri o nella musica, nei film o nella pittura.
Alla fine dipende sempre tutto dalle persone, sia come individui sia come gruppo ampio.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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