Gli effetti del giudizio

Gli effetti del giudizioHo già scritto un articolo sul giudizio, al quale vi rimando nel caso abbiate qualche dubbio su cosa sia il giudizio: Cosa è il giudizio.

Il che, detto così, sembra una cosa banale, del tipo “ma figurati se non so cosa è il giudizio”, tanto che, numeri alla mano, si tratta di uno dei miei articoli meno letti tra tutti.

Tuttavia, sono proprio le cose apparentemente semplici e banali quelle su cui spesso cadiamo, per cui come prima cosa vi invito ad andare a leggere il suddetto articolo; o a rileggere, dal momento che ripassare certe cose fa sempre bene.

A seguire (dopo che avete ri-letto l’articolo…), voglio sottolineare una cosa connessa al giudizio, che certamente a molti sfugge, persino a coloro che hanno capito che giudizio, malevolenze, maldicenze, gossip e pettegolezzi vari andrebbero evitati… e che magari non li evitano perché persistono a pensare che “è solo un po’ di gossip, mi diverte e non faccio del male a nessuno”.

In realtà fanno del male a una persona: a se stessi.
Difatti – sedetevi se già non siete seduti – ogni giudizio che emettiamo è un limite che poniamo a noi stessi.

E se pure non ci abbiamo mai pensato, non ci sarà difficile riconoscere la verità di ciò.

Ogni catena che mettiamo agli altri, al grido di “quello è ridicolo”, “quello è brutto”, “quello è sbagliato”, “quello non va bene”, “quello dovrebbe essere così”, etc, è una catena che mettiamo a noi stessi… e non agli altri, che non ne sono minimamente toccati.

Questo perché, semplicemente, il giudizio – come qualsiasi altra energia! – è una strada a doppio senso: ed è a doppio senso tra me e me, non tra me e gli altri.
O, se preferite dirla in un altro modo, tra me e la vita che mi rispecchia.
E lo stesso vale ovviamente per gli altri e per i loro giudizi, che influenzano le loro vite, non la mia.

Questo è ciò che intendeva Gesù quando, nel Vangelo di Matteo, diceva: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati”.

O quando, nel Vangelo di Luca, diceva: “Non giudicate e non sarete giudicati. Non condannate e non sarete condannati. Perdonate e vi sarà perdonato. Date e vi sarà dato.
Una buona misura, pigiata, scossa e traboccante, vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio”.

Ossia, ciò che emetti come energie ti torna indietro. Ma non in un senso moralistico-punitivo, per la serie “hai fatto il cattivo e ora beccati questo” (ciò che è una psicologia umana, e non divina-creatrice), ma in senso energetico-esistenziale: esperirai il giudizio perché dentro hai giudizio, esperirai odio perché dentro hai odio, esperirai amore perché dentro hai amore, esperirai gioia perché dentro hai gioia.

Dunque, nel momento in cui giudico qualcosa, qualsiasi cosa, sto ponendo dei paletti nella mia vita, che mi comprimono in uno spazio di energie basse… quelle per l’appunto che io ho scelto di provare di volta in volta.
E ovviamente la somma di tante singole volte determina l’ambiente generale, da cui molti non riescono ad uscire, arrivando a pensare che la vita sia brutta o ingiusta (un altro giudizio). E in cui altri, invece, vivono felici e sereni, pur essendo il mondo in cui vivono esattamente lo stesso, e magari persino la città, e magari persino il quartiere, e magari persino il condominio.

Dunque, state attenti ai vostri pensieri e alle vostre emozioni, perché sono l’unica cosa che vi può imprigionare… o che vi può rendere liberi.

Fosco Del Nero

 

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