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L’aumento dell’energia e la costruzione del carattere

25 Ago 2018 | Energie, Evoluzione personale

La costruzione del carattere e l’aumento dell’energia interiore C’è una questione poco dibattuta nella letteratura spirituale, ma che è molto importante e che vale dunque la pena affrontare: l’aumento dell’energia e la costruzione del carattere.

Spesso chi si avventura nella spiritualità lo fa senza una visione retrostante ampia, senza conoscere i vari sentieri, cause e conseguenze, e quindi procedendo un po’ a caso, a naso.
Normale, verrebbe da dire: la persona si sta avventurando ora, e nessuno nasce già “imparato”.

Sovente si inizia una disciplina, che magari porta notevoli risultati a livello di salute fisica, di energia corporea e anche di energia interiore (ciò che solitamente viene chiamato, per l’appunto, “carattere”), senza però portare avanti un corrispettivo lavoro interiore.
È un errore piuttosto grave, e vediamo perché.

1. L’ESSERE UMANO PRODUCE TUTTA L’ENERGIA CHE GLI SERVE.

Intanto diciamo che l’essere umano produce già da sé tutta l’energia che gli serve, senza che noi dobbiamo metterci in proprio per produrne a nostra volta. Il punto è che l’essere umano medio la disperde in centinaia di modi: a livello fisico, a livello emotivo e a livello mentale.
Ci basterebbe un maggior controllo su tali piani per avere notevole un surplus di energia.

Parimenti, l’energia, fisica e interiore, aumenta con certe pratiche bioenergetiche: lo yoga, il tai chi, la meditazione, e tante altre, pur ciascuna con le sue specificità.

2. COME VIENE UTILIZZATA L’ENERGIA IN DOTAZIONE?

Dopo di ciò, che si sia attuato un risparmio o che si sia aumentato il flusso, ecco la domanda: che ci faccio con questa energia in più?
In molti casi quell’energia veniva dilapidata per un buon motivo, proprio perché la persona, non ancora giunta a un sufficiente livello evolutivo, non avrebbe saputo che farsene, e dunque la dispersione è una soluzione migliore dell’uso improprio.

Si dica, semplicemente, che l’aumento di energia eleva a potenza i processi già in corso nella persona: se in essa, per via di un lavoro interiore, si sono già portate in alto certe emozioni, saranno esse ad essere nutrite… ma se la persona è ancora preda di rabbia, paura, gelosia, invidia, senso di inadeguatezza, saranno queste ad essere fortificate, perché l’energia fluirà nei canali già pronti e più utilizzati, come fa sempre la natura (pensate a come si muove l’acqua, ad esempio, seguendo sempre la strada con minor resistenza di flusso).

3. LA KUNDALINI SI RISVEGLIA DA SOLA, SENZA FORZARLA.

Nella cultura indù si dice che non è bene risvegliare artificialmente l’energia kundalini che dorme alla base dell’osso sacro, perché se dorme ancora c’è un buon motivo: essa è in attesa del momento propizio per risvegliarsi e risalire, e il momento propizio giunge solo dopo un cospicuo lavoro interiore, e quando i canali energetici sono già sufficientemente puliti e puri, tali da poter ospitare e far passare l’energie in questione, che sale verso l’alto.
Se il canale è però è ancora ostruito, quell’energia, che è molto forte, rimarrà bloccata in basso, e “in basso” vuol dire chakra bassi ed energie dense: paura, desiderio terreno e carnale, manipolazione, senso di inadeguatezza, giochi di potere, etc (un “carattere” abbastanza tradizionale, quindi).

Non è raro, per esempio, trovare “maestri” di yoga o di meditazione pieni del loro ego e delle sue energie basse: son forse bravissimi nella tecnica, ed hanno effettivamente aumentato di molto la loro energia fisica, ma non hanno proceduto parallelamente alla cosiddetta costruzione del carattere… che poi è il lavoro sulle proprie energie basse, sui propri demoni interiori.

Il concetto è questo.
Ogni cosa ha il suo tempo giusto, e forzare la natura raramente è un’idea intelligente.

4. ATTIVITÀ BIOENERGETICA FUORI E PERCORSO EVOLUTIVO DENTRO.

Una buona idea per i praticanti spirituali è dunque quella di praticare senz’altro qualche disciplina bioenergetica, fatto invero caldeggiato, ma non limitarsi all’andare a fare yoga o meditazione due volte a settimana, lavorando invece in parallelo dentro di sé… tutti i giorni e 24 ore al giorno.

Ricordatevi che nei tempi antichi i maestri, i veri maestri, spesso non insegnavano ai loro discepoli alcuna tecnica per svariati anni fino a che non vedevano che il loro carattere, ossia le loro energie interiori, era pronto… a livello di disciplina, a livello di umiltà, a livello di semplicità, a livello di fiducia, etc.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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