Category: Principio delle ottave

La nota bassa e la nota alta della libertàChiunque abbia fatto qualche passo nel percorso evolutivo avrà ormai compreso – o perlomeno letto da qualche parte, in qualche libro o in qualche articolo online – il principio delle ottave, per cui ogni energia dell’esistenza può essere agita secondo ottave alte o secondo ottave basse, proprio come se si trattasse delle note musicali: è sempre un re, ma tra un re a livello basso e un re a livello alto ci passa molta differenza (la stessa differenza che passa tra un mendicante e un imperatore, direbbe Osho).

Ogni energia può difatti essere declinata su diverse ottave, a seconda del livello di evoluzione spirituale raggiunto dalla singola persona, in generale e particolarmente in relazione a quella specifica energia, che è un vero e proprio test d’esame dell’esistenza.

È così che abbiamo l’energia-test dell’attaccamento-amore incondizionato, l’energia-test della rabbia-centratura interiore, l’energia test del controllo-fiducia, etc…

… e tutto ciò è una specificazione del più generale corso di laurea in paura-amore.

L’articolo di oggi vuole concentrarsi su una di queste energie: la libertà.
E ovviamente vedere come l’energia in questione va a declinarsi, perlomeno per sommi capi. I gradienti intermedi sono chiaramente infiniti, tanti quante sono le creature esistenti; noi ci limitiamo a tre generalizzazioni.

La prima è quella della schiavitù: qualunque dipendenza o legame o attaccamento ci rende letteralmente schiavi, e poco importa che sia una dipendenza in ambito alimentare, in ambito emozionale o in ambito mentale. È comunque qualcosa che tende a renderci schiavi di qualcosa, ciò che ovviamente blocca le nostre energie e rallenta il processo evolutivo.
È per questo motivo che la società in cui viviamo incoraggia le dipendenze, di ogni sorta, e viceversa sfavorisce l’espressione individuale: perché le persone libere sono più difficili da controllare e da manipolare.

Il secondo livello energetico è viceversa quello della indipendenza.
Questo è un primo livello di libertà: si diviene liberi da qualcosa, ci si libera da un giogo, si acquisisce indipendenza a qualche livello. Si scappa da una prigione, si elimina un legame, un qualcosa che ci teneva ancorati in un qualche luogo energetico.
Questa è la libertà di chi ha compreso la schiavitù in cui stava prima e si è mosso per allontanarsene.
Ancora, però, non è vera libertà.

La vera libertà, difatti, non è “libertà da”, ma “libertà di”.
In più in essa c’è l’elemento della creazione. Non si è più solo liberi perché si è rotta la catena che imprigionava e legava a qualcosa, ma perché si è divenuti liberi di creare, liberi di esplorare, liberi di provare e diffondere bellezza.
Questa è la libertà della farfalla, è la libertà di chi vola, è la libertà di chi vive la vita in modo pieno e consapevole, dedicandosi a creare qualcosa di bello, e non solo più a riempire il proprio tempo libero con qualche svago per la mente.

Il primo livello è funzionale al secondo, il secondo è funzionale al terzo, e il terzo è funzionale alla diffusione di bellezza, e quindi è funzionale alla condivisione e al risveglio di tutti. E proprio nel risveglio vi è la vera libertà, mentre la persona addormentata si può solo illudere di essere libera, ma di fatto non lo è.

Fosco Del Nero

 

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