Energia maschile ed energia femminile – Prima parte

Energia maschile ed energia femminile - Prima parteL’articolo odierno è inteso come precisazione su un argomento che spesso viene male interpretato, anche negli ambiti spirituali: il dualismo tra l’energia maschile e l’energia femminile.
A questo riguardo, sono due gli spunti che desidero offrirvi; uno è quello incluso in questo post, mentre l’altro seguirà nel post Energia maschile ed energia femminile – Seconda parte.

Il primo spunto nasce da un’affermazione che ogni tanto capita di leggere qui e lì, e che ho appena trovato in un libro: quella per cui le donne sarebbero più spirituali e più vicine all’illuminazione degli uomini.

Tale concetto da un lato sembra avere conferma nel fatto, indubitabile perché provato dai numeri, che le donne sono maggiormente interessate degli uomini alle questioni esistenziali e spirituali, e che le donne possono vantare un grado di sensibilità e di intuitività superiore a quello maschile (come dato generale, poi è chiaro che ogni caso andrebbe visto per conto suo).

Tuttavia, dall’altro lato, c’è un’altra evidenza empirica che pare al contrario scontrarsi con tale assunto di partenza: il fatto, ugualmente molto banale e numerico, per cui i maestri spirituali sono quasi sempre stati uomini, e per cui anche nei tempi odierni a divulgare le tematiche esistenziali sono soprattutto uomini.

Non si può peraltro invocare le questioni culturali per tale enorme differenza numerica, giacché, se è vero che da un lato l’uomo negli ultimi secoli ha avuto il vantaggio di un maggiore potere sociale (squilibrio che grazie al cielo si sta riorientando verso una maggiore energia collettiva femminile, più aperta, ricettiva e amorevole), è pure vero che ha avuto lo svantaggio di dover procacciare cibo e soldi, cosa che certamente gli ha tolto la gran parte del tempo, che viceversa avrebbe potuto dedicare alla ricerca interiore.
Certamente anche la donna ha avuto il suo daffare, ma, per tempi e forma, sembra un daffare più compatibile con la ricerca spirituale, che peraltro abbiamo posto anche come maggiore propensione di partenza, poi non confermata né nel numero delle maestre donne, e probabilmente nemmeno nel numero delle risvegliate donne (altrimenti non esisterebbero così tanti uomini paleolitici…).

Nella soluzione di questo rebus ci viene in soccorso l’antica sapienza, e in particolare la simbologia delle due energie in questione: l’energia femminile viene rappresentata con un triangolo con la base in alto e il vertice in basso, mentre l’energia maschile viene rappresentata con un triangolo con la base in basso e il vertice in alto, cosa che evidentemente richiama la fisiologia sessuale dei due generi.

I due simboli uniti e compenetrati, tra l’altro, formano la cosiddetta stella di Davide, che è simbolo esoterico da ben prima di diventare bandiera di Israele, e che non a caso è presente anche nel simbolo del quarto chakra, il chakra centrale, quello del punto di equilibrio.
Tale simbolo è per l’appunto l’emblema delle due energie che si fondono (maschile e femminile che si uniscono), che è al contempo immagine di come funziona l’esistenza (maschile e femminile che si uniscono), ma anche l’obiettivo evolutivo umano (ancora una volta, maschile e femminile che si uniscono).
Su base tridimensionale, peraltro, tale forma geometrica diviene la merkaba, che rappresenta non a caso il campo energetico intorno all’essere umano.

I simboli delle due energie ci parlano molto chiaramente dell’una e dell’altra: l’energia femminile ha la base in alto, e quindi ha la base nel mondo dello spirito, e il vertice in basso, e quindi è proiettata nella materia, nel senso che deve andare a lavorare là.
L’energia maschile, al contrario, prende le mosse dalla materia, e si slancia verso l’alto, verso lo spirito (gli uomini hanno i chakra dispari attivi e i chakra pari passivi-ricettivi: il settimo chakra per lui è dunque attivo).
Ed ecco che la donna è più sensibile e rarefatta e intuitiva (le donne viceversa hanno i chakra pari attivi: il sesto chakra in questo caso è attivo, il che spiega la maggiore intuizione femminile), e difatti ha come obiettivo-compito quello di fare esperienza della materia, mentre l’uomo è più pratico e concreto, e difatti ha come obiettivo-compito quello di fare esperienza dello spirito.

La tensione verso la materia della donna e la tensione verso lo spirito dell’uomo ci fornisce una fotografia certamente sintetica, ma comunque efficacissima delle due esperienze esistenziali, e ci conferma tanto il luogo comune per cui la donna è “più spirituale” dell’uomo, quanto il dato empirico per cui più uomini si slanciano verso le altezze spirituali.

E, contemporaneamente, ci suggerisce che l’ideale è sì seguire la tensione delle proprie energie, verso l’alto o verso il basso, ma contemporaneamente tenendo presente quale è la propria base, senza mai dimenticarla, cosa che causerebbe un nuovo squilibrio, questa volta dall’altro lato.

Questo equivale a dire che occorre vivere l’esperienza della materia senza però dimenticarsi di essere spirito, ciò che è la sintesi della parabola esistenziale umana: la discesa nella materia (ciò che è rappresentato dall’elemento femminile, col vertice del triangolo verso il basso) e la risalita allo spirito (ciò che è rappresentato dall’energia maschile, col vertice del triangolo verso l’alto).

E questo ci porta a un altro punto saldo di tante tradizioni spirituali: l’energia maschile e l’energia femminile vanno padroneggiate entrambe.

Fosco Del Nero

 

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