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Che film mentali ti fai?Uno dei film preferiti della mia adolescenza è stato Independence day, il noto film di fantascienza; era da parecchio che non lo vedevo e l’ho rivisto di recente, curioso di notare differenze col passato (son sempre curioso di notare le differenze con il mio stato di coscienza passato e dunque col modo con cui consideravo le cose in precedenza).
Ne traggo spunto per un articolo relativamente al principio dello specchio e ai riflessi del mondo, così evidenti eppure così invisibili, a livello macro-collettivo e a livello micro-individuale, per chi non ha maturato occhi per vederli.

Ricapitoliamo tutto quanto, anche a beneficio di chi non conoscesse il film in questione. Independence day è uno degli ormai tanti film in cui gli esseri umani, inevitabilmente capitanati dagli Stati Uniti, si ribellano a un’invasione aliena: gli alieni, altrettanto inevitabilmente, vengono dipinti come cattivi, spietati e… inumani, per l’appunto.
Qual è la nazione che produce più film del genere “umanità invasa dagli alieni”?
Gli Stati Uniti, che sono lo stato contemporaneo che ha invaso più nazioni tra tutti.

Il top del genere fantascientifico-alieno è dato dal film che non a caso porta il titolo di Alien… in cui gli alieni invadevano addirittura i corpi degli esseri umani: un misto tra invasione, parassitismo e possessione, su cui lascio riflettere il singolo lettore, giacché questo è un altro argomento ancora di cui si occupano nello specifico altri autori.

Torniamo a Independence day: l’umanità riesce a sconfiggere gli alieni il giorno del 4 luglio, che poi è il “Giorno dell’indipendenza”, la data in cui si ricorda la “Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America” avvenuta il 4 luglio 1776…
… quegli stessi Stati Uniti che sono stati fondati rubando la terra ai nativi americani (che magari a loro volta in un epoca a noi ignota l’hanno rubata a qualcun altro, o che comunque come razza devono per forza averla combinata grossa per aver poi subito l’insegnamento karmico dello spargimento sul pianeta, della decimazione numerica e della conseguente debolezza).

Notate il paradosso, l’ironia e i continui riflessi di tutto questo, che è evidentemente un’energia che ruota su sé stessa, come un cane che s’insegue la coda?
Non è un caso che il simbolo dell’Ouroboros, il serpente che si morde la coda, sia considerato da sempre un simbolo di natura esoterica: descrive una legge cosmica, descrive ciò che succede nell’esistenza, e di cui si avvedono solamente in pochi.

Non accenno a tutto ciò per parlare male degli statunitensi, giacché gli statunitensi non erano altro che europei che si sono diretti a ovest (per cui è tutta roba nostra, per dirla così, o comunque delle anime al tempo incarnate sul pianeta, che eravamo noi stessi), ma per evidenziare il fatto che, se non ci si allena a vedere il proprio riflesso nello specchio del mondo, non ce la si fa nemmeno quando la cosa è talmente tanto evidente da risultare quasi umoristica.

Ad esempio, vi siete mai chiesti perché negli ultimi due decenni c’è stato un proliferare di film di genere distopico (ossia il genere in cui un governo totalitario governa il pianeta o grosse porzioni dello stesso con potere assoluto, pugno di ferro e manipolazione di massa)? Ovviamente anche questo riflette qualcosa, a livello collettivo, ma nessuno si chiede il perché (per i più curiosi, ne parlo in questo articolo: Perché certi film hanno avuto il successo che hanno avuto).

Ritorniamo agli stati che invadono gli altri stati, sovente con motivi risibili o del tutto inventati (Iraq, Libia, Afghanistan, solo per citare gli ultimi casi… a cui ha partecipato anche l’Italia a vario titolo, è giusto che ce lo ricordiamo e che sappiamo che ci son sempre conseguenze per quanto si è compiuto, tanto a livello individuale quanto a livello collettivo di popolo): da tempo si sa che l’Iran è sulla lista: vedremo se sarà un altro “giorno dell’indipendenza”.

Un ultimo commento sulla cecità di chi non è in grado di vedere il proprio riflesso: nel film che ho citato il protagonista, il bravissimo Will Smith, arrivato a uno scontro diretto con un alieno e messolo ko, infierisce sul suo corpo lamentandosi del fatto che l’invasione aliena gli ha rovinato i piani per il fine settimana: “Potevo stare sul barbecue adesso!”, dice.
Ricapitoliamo anche questo: l’essere umano è scocciato dall’alieno cattivo che con la sua invasione distruttrice gli ha rovinato il tempo libero in cui arrostisce cadaveri di animali preventivamente uccisi per il suo divertimento e godimento. Che alieno senza cuore.
E pensare che, se il grosso dell’umanità sviluppasse un livello minimo di compassione, tutti i problemi collettivi sparirebbero nel giro di una generazione, e non per modo di dire. A livello planetario la cosa è ovviamente difficile, poiché vi sono tanti popoli e ognuno a un certo stadio di sviluppo interiore (civiltà e coscienza vanno di pari passo), ma a livello nazionale è più fattibile: noi si lavora proprio in tale direzione, se non lo aveste ancora compreso.

In conclusione, per evitare che la ruota giri su sé stessa invano, abituatevi a vedere i riflessi del mondo… e abituatevi a sviluppare sempre più saggezza e compassione: è questo il nostro compito principale.

Fosco Del Nero
Agisco nell’ombra per servire la luce

 

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