I tarocchi e le due vie di evoluzione personale

I tarocchi e e le diverse vie di crescita personaleL’articolo di oggi è un poco particolare, ma visto che da qualche tempo ho deciso di condividere il mio percorso integralmente, ve ne faccio partecipi.

Si tratta di una riflessione-comprensione scaturita dalla lettura di un libro sui tarocchi, argomento che, come sa chi mi legge abitualmente, da alcuni paio d’anni mi ha coinvolto molto, tanto che mi sono letto svariati libri sui tarocchi, mi sono procurato una quindicina di mazzi di tarocchi (sia per esaminarli, sia perché mi piacciono esteticamente, sia per trovare i mazzi più adatti a me, visto che ogni tarocco ha la sua energia e il suo stile), li ho utilizzati ogni giorno per molto tempo per far pratica e migliorare l’intuizione, e infine, una volta arresomi all’evidenza (a dir poco inattesa, devo dire), ho avviato il blog Lettura tarocchi e altre carte.

Ma torniamo a noi: come prima cosa la riflessione è nata dal libro Simbologia dei tarocchi di Colette Silvestre, un classico sull’argomento (benché difficilmente reperibile).
Come seconda cosa, l’autrice, stava effettuando una disamina degli arcani maggiori dal 2 al 5, con un riferimento anche all’1 e al 7.
Per chi non lo sapesse, sono questi:
1: Battiloro (o Bagatto o Mago a seconda della tradizione tarotica).
2: Papessa (o Sacerdotessa).
3: Imperatrice.
4: Imperatore.
5: Papa (o Sacerdote, o Ierofante).
7: Carro.

L’autrice, nello specifico, si riferiva all’aspetto numerico, sottolineando come 7 fosse la somma o di 2 e 5, o di 3 e 4… e fin qui tutto ok.
Laddove 2 e 5 sarebbero Papessa e Papa, e 3 e 4 Imperatrice e Imperatore, e laddove tali quattro arcani rappresenterebbero i quattro elementi (rispettivamente acqua, aria, fuoco e terra… ossia coppe, spade, bastoni e denari) in possesso del Battiloro, che in quanto prima carta si avvia sulla strada dell’evoluzione personale.

L’autrice ne faceva una questione prettamente numerica di somma, ma, come sempre, numeri e simboli (gli arcani maggiori sono dei simboli, archetipi dell’essere umano e delle sue fasi evolutive) significano qualcosa al di là dell’essere meri numeri e simboli.

Per farla breve, l’essere umano arriva al 7, che sia come simbolo tarotico che come numero rappresenta la vittoria (tra l’altro, la sephirot numero sette dell’albero della vita della kabbalah, chiamata “netzach“, rappresenta proprio la vittoria), solo se somma 2 e 5, oppure 3 e 4.
L’autrice del libro non ne parlava chiaramente, forse lasciando questa riflessione al lettore, ma va da sé che se si effettua la somma numerica, si effettua anche quella simbolica.

Ossia, per essere il più possibile chiari, l’esser umano ha due vie per raggiungere la vittoria, per percorrere il suo viale del successo (interiore): se parte dal 2, la conoscenza, l’accumulo di sapere, deve aggiungerci il 5, la saggezza, la condivisione e l’insegnamento.
Mentre, se per indole parte più dal 3, l’esplosione giovanile, l’energia adolescenziale, deve aggiungerci il 4, la realizzazione materiale.

Tra l’altro, anche graficamente il Carro, così come disegnato nei Tarocchi di Wirth su cui si basa lo studio di Colette Silvestre, visualizza la somma sia di 2-5 che di 3-4, contenendo in sé gli elementi distintivi caratteristici dei quattro arcani precedenti.
2-5: quattro colonne, due colonne della Papessa e due colonne del Papa.
3-4: le ali dell’Imperatrice, ora sotto forma di tende stellate, e il cubo dell’Imperatore, ora sotto forma di baldacchino del carro.

Insomma, il messaggio è chiaro: quale che sia l’indole originale di ciascuno di noi, il mondo delle idee o il mondo dell’azione fisica, dobbiamo darle completamento, se no rimaniamo degli esseri umani monchi.

E, ovviamente, non c’è una via migliore dell’altra… basta che la percorriamo, qualche che sia la nostra. L’importante è arrivare al 7, numero che rappresenta tra le altre cose anche la divinità nell’essere umano.

Quindi, se tendete alla conoscenza e al sapere… condividetela con tutti.

Invece, se avete molta energia… concretizzatela positivamente nel mondo fisico. Magari unendo materia e spirito, come indica il globo crociato che l’Imperatore tiene in mano.

Bene, finiti i deliri da troppo studio (io sono della prima categoria e quindi devo condividere…), vi saluto e vi auguro buone cose.

p.s. Qua c’è la “seconda puntata” di questo post: I tarocchi e le due vie di evoluzione personale – Bis.

Fosco Del Nero

 

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