Category: Ricchezza

I luoghi e le memorie della TerraCos’hanno in comune la ricchezza, l’amore e la fiducia?
Semplice: i primi due arrivano se c’è la terza.
Più semplice di così…

Purtroppo, ci hanno insegnato a posticipare la felicità, la positività, i festeggiamenti al raggiungimento di un obiettivo.
E noi abbiamo metabolizzato ciò: “Sarò felice quando troverò il/la fidanzato/a”, “Sarò felice quando troverò lavoro”, “Sarò felice quando avrò tot soldi in banca”, “Sarò felice quando tutti quelli del Club Bilderberg e del Nuovo Ordine Mondiale saranno finiti dietro le sbarre e noi potremo passare a vederli come allo zoo”.

E invece no!
Devi essere felice ora, anche se non hai un fidanzato!
Devi essere felice ora, anche se non hai un lavoro!
Devi essere felice ora, anche se quelli del Club sono ancora in cima alla piramide!

Anzi, ti dico di più: devi amare il fatto di non avere un lavoro, perché l’esperienza ti sta insegnando qualcosa che ti serve… se no, semplicemente, staresti vivendo un’altra esperienza.
Devi amare il fatto di non avere una fidanzata e di vedere quelli del Club Bilderberg in tv e non allo zoo!
Anzi, devi proprio amare loro, perché stanno facendo qualcosa di importante per l’umanità, anche se non lo sanno.

Insomma, devi far pace con dove sei, per dirla con Abraham.
Devi vivere appieno il momento presente, per dirla con Eckhart Tolle.
Devi affidarti all’esistenza, per dirla con Osho.

Come prima cosa ti affidi alla vita, e dopo ti arrivano le cose che desideri.
Ma prima… ti arrivano soprattutto le cose che ti servono, e magari ora ti serve imparare a lasciar scorrere le cose, a lasciar fluire, a fidarti della vita.

Hai notato come le cose arrivano (e, soprattutto, rimangono) a chi è tranquillo, a chi non spasima per quelle cose, a chi non vi ha messo sopra una grande importanza, per dirla ora con Vadim Zeland?
Tutto arriva a chi sa aspettare.

E aggiungo anche una bellissima citazione di James Allen, tratta dal bellissimo Sei come pensi di essere:
“Non essere impaziente nell’attesa, ma attendi come colui che sa.
Quando lo spirito si leva e comanda, anche gli Dei sono pronti ad obbedire”.

La ricchezza interna precede sempre quella esterna, laddove con ricchezza esterna, peraltro, non si intendono i miliardi di euro, ma l’avere sempre quello che ci serve.

Avrete notato come vi sono persone apparentemente ricchissime, ma che vogliono sempre di più, che pensano di non avere abbastanza, che vivono una vita d’inferno per accumulare altro… questa vi sembra ricchezza?
La ricchezza cui dobbiamo aspirare è la tranquillità emotiva, la serenità e la sicurezza interiore per cui tutto andrà bene e avremo sempre ciò che ci serve.
In questo senso la ricchezza interna precede sempre quella esterna.
Se abbiamo la prima il mondo, da buon specchio che è, non può che rimandarci indietro la nostra stessa immagine di serenità interiore.
Come al solito, che siano relazioni, soldi o salute… l’unica cosa di cui dobbiamo occuparci se vogliamo modificare il “fuori” è prenderci cura del “dentro”.

Dunque, pensare che saremo felici quando avremo il fidanzato, o quando avremo quei soldi là (e non dimenticatevi degli amici del Club) non ha proprio senso.
Così come non ha senso, per citare un sottoprodotto, decidere che saremo generosi con gli altri quando avremo quel guadagno mensile, o quel patrimonio da parte.
Iniziamo subito con le cose belle, e vedremo che ad esse se ne uniranno altre belle, energeticamente affini allo stato d’animo con cui avremo esperito le suddette cose belle iniziali.

Per arrivare a questo punto, lo ripeto, bisogna giungere allo stato di fiducia verso l’esistenza.
Come, vedetelo voi: libri, audio, corsi, meditazione come altre tecniche, sono tutti strumenti validi… utili a rispecchiare (anche loro, sì) qualcosa che è già dentro di noi e di cui dobbiamo solo accorgerci.

In questo senso vi do un piccolo contributo sotto forma di testo di una canzone di un gruppo italiano, che in poche strofe pare riassumere un libro di crescita personale.
La canzone è Indaco e il gruppo i Baustelle.

Non angosciarti più,
che bisogno c’è;
quando partono le rondini
lasciale andare.
Non domandare più,
che ragione c’è;
quando passa il carro funebre
fallo passare.
E non buttarti giù,
che in fin dei conti c’è
un azzurro che fa piangere
oltre le nubi.
E non soffrire più,
che in fondo forse c’è,
al di là di Gibilterra,
un indaco mare.

Tutto chiaro, no?

Fosco Del Nero

 

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