Category: Energia sessuale

Energia sessuale e il risveglioChi mi segue da tempo sa già che nel mio fare divulgazione sono assai franco e diretto (cosa che chi non è pronto per sentirsi dire qualcosa non gradisce), senza giri di parole e complicazioni mentali (cosa che non amano viceversa le persone particolarmente cerebrali, e ce ne sono tantissime nell’ambiente “spirituale”) e senza svolazzi pindarici new age (cosa che, infine, non amano gli amanti delle frasi fatte e dei luoghi comuni spirituali, che sono tutto tranne che evolutivi… e pure di queste persone ce ne sono tante nel settore).

Anche l’argomento di oggi, piuttosto delicato trattandosi dell’energia sessuale, sarà trattato con la consueta “semplicità”.

L’argomento, per precisarlo meglio, è la connessione tra l’energia sessuale e l’evoluzione spirituale, una connessione ben poco esplorata nel mondo occidentale, nonostante gli “indizi” parlino chiaro in tal senso, e nonostante possiamo godere – se appena ci diamo la pena di guardare – di numerosi contributi in questa direzione.

L’idea di fondo è che energia sessuale ed energia vitale sono sinonimi, come sostengono tante tradizioni in tutto il mondo: si pensi alle tradizioni sciamaniche (di un po’ tutti i continenti, dall’America del Nord all’America del Sud, fino all’Africa e all’Asia), si pensi alla cultura indù (il tantra in primis), e si pensi ai riti magico-sessuali (al di là poi del loro colore, bianchi o neri, ossia della direzione che viene data all’energia, se servizio agli altri o servizio a sé).

Una volta fatto nostro questo concetto, possiamo poi applicarlo alla nostra vita concreta… capendo che meno abbiamo dell’una a disposizione, meno abbiamo dell’altra.

Uniamo questo concetto ad un fatto ben noto, quello per cui il dispendio di energia sessuale ci stanca, ci spossa, al di là che questo avvenga da soli o con qualcun altro, tanto da aver dato luogo a celebri espressioni comuni e non troppo eleganti.

Diamo un’aria più scientifica a tale fatto aggiungendo che, ogni volta che l’uomo eiacula, al corpo sono necessari – dicono i ricercatori – ben tre mesi per ricostituire interamente la riserva spermatica, ciò che non dovrebbe sorprendere considerando che la riproduzione della specie è uno dei due scopi biologici del corpo (l’altro è ovviamente la sopravvivenza del corpo stesso).

Ossia, per dirla in un altro modo: ogni volta che l’uomo eiacula, “sconterà” poi un periodo di tre mesi di ricarica, che ovviamente gli consumerà energia, proprio come le altre attività del corpo, un po’ come se si trattasse di una lunghissima digestione.

Ora, a parte che la gran parte degli uomini non ha probabilmente mai passato tre mesi interi senza una sola eiaculazione (a parte ovviamente la fanciullezza), il risultato è che l’uomo adulto è in perenne condizione di deficit energetico, vitale e sessuale.

Ed esistenzial-evolutivo, giacché quella è l’energia con cui si procede a tutto, e che si può impiegare nei modi più disparati.
Per essere semplici, è la medesima energia che si impiega in ambito evolutivo per il proprio risveglio, è la kundalini alla base della spina dorsale che aspetta pazientemente di essere richiamata verso l’alto.

Insomma, la perdita di energia sessuale non solo ci stanca fisicamente, ma rallenta il nostro percorso evolutivo… ed ecco perché, in tante religioni, è rimasta la norma vuota per cui “il sesso è peccato e va evitato”, ma senza la ratio retrostante, che ci porterebbe invece a precisare dicendo che “il sesso è peccato se praticato invano”, ossia al di fuori di un lavoro evolutivo (o di un obiettivo procreativo).

Difatti, ogni energia, sessuale o meno, si può utilizzare con un’ottava bassa o con un’ottava alta. L’ottava bassa dell’energia sessuale è il potere-manipolazione-possesso, l’ottava media dell’energia sessuale è il piacere-benessere fisico, e l’ottava alta dell’energia sessuale è l’evoluzione spirituale (da cui il vero senso del tantra, che non è certo il posismo tanto famoso nel degenerato Occidente, che ovviamente ha guardato al tantra dal livello della sua consapevolezza e comprensione, ossia da un livello piuttosto basso, vedendo solo ciò che era in grado di vedere).

Ci tengo a precisare, inoltre, che si ha dispersione di energia non solo con l’emissione di liquidi sessuali, ma anche con pensieri di natura sessuale: tra l’una e l’altra cosa, l’essere umano diviene un colabrodo energetico, e il paradosso è che egli cerca disperatamente di guadagnare energia-vitalità-salute o con l’alimentazione o con certe pratiche bioenergetiche o con la meditazione o in modi complicati, quando basterebbe evitare di perdere quell’energia (vitale-sessuale) che il corpo umano produce da sé abbondantemente e automaticamente, e che nell’uomo comune viene dispersa con:
– automatismi fisici non necessari,
– emozioni negative,
– pensieri e dialogo interno.

La “dispersione sessuale” opera su tutti e tre tali fronti, evidentemente, costituendo, per l’adolescente uomo moderno, probabilmente la prima causa di perdita di energia…

… il che equivale a dire il maggior ostacolo alla propria evoluzione spirituale, giacché con tale spreco di energia sessuale si perde sia energia fisica che energia “spirituale”.

Che poi è la stessa cosa, solo vista da due punti di vista differenti e direzionata in modi molti differenti, ed è ciò che ha portato G.I. Gurdjieff a dire che: “Il sesso è la nostra principale fonte di schiavitù ma anche la nostra principale possibilità di liberazione”… proprio a seconda ci come si usa e si indirizza la propria energia vitale-sessuale.

E, giacché stiamo citando, citiamo anche Osho, che ugualmente ci dice che l’energia sessuale, se usata in un certo modo, va sprecata (citazione da La via del cuore):
“L’energia sessuale è uno spreco solo se resta confinata al sesso, ma diventa una grande benedizione se la sua qualità comincia a cambiare: sesso non più per amore del sesso, ma come comunione d’amore.
Usa il sesso comve un incontro tra due anime e non solo tra due corpi.
Usa il sesso come una danza meditativa tra le energie di due persone”.

E che, invece, se usata in in altro modo, è una via di illuminazione, di ritorno all’Uno… e difatti è quanto di più vicino esistente sul piano materiale al superamento della dualità, all’annullamento dell’io-ego e al ritorno all’unità-estasi divina (citazione tratta da L’amore nel tantra):
“L’attitudine tantrica rispetto al sesso si fonda sul presupposto che non è un bisogno, ma un’esperienza cosmica, una liberazione, un ritorno alla nostra realtà suprema, una delle più alte forme di meditazione.
Nel nostro mondo accade esattamente il contrario: non si sa più amare, si gode solo della conquista, si fa l’amore per dimostrare la propria potenza, per avere una conferma del proprio fascino, per gratificare il proprio ego.
Il tantra invece afferma che il sesso offre un istante di assenza dell’ego, di assenza di tempo, un istante di meditazione. Un coito tantrico può durare ore intere. È una sorta di fusione con l’altro, di pacificazione nell’essere dell’altro. E questo è un bagliore di Dio: il tantra è la via naturale verso Dio, è la normale via che conduce a Dio”.

In questo brano memorabile, invece, Osho, utilizzando l’esempio di due antichi templi indiani, ci parla di come la sessualità è una via per la meditazione e la trascendenza (ancora L’amore nel tantra):
“Hai mai visitato i templi tantrici di Khajuraho e di Konarak, i templi più sacri che esistano sulla Terra?
Se l’hai fatto, ti sarai stupito nel vedere che sulle mura esterne, baciate dal sole, sono raffigurate coppie che fanno l’amore in posizioni infinite, concepibili e inconcepibili, possibili e impossibili.
Tutte le mura traboccano di sesso: si resta sconvolti, si è presi da vertigine, ci si difende giudicando oscene quelle figure, condannandole, distogliendo lo sguardo. Si prova l’impulso di fuggire.
Ma tutto ciò non è dovuto alle sculture, bensì al prete che ti ha instillato il veleno.
E ora entra nel tempio. Via via che avanzi, le figure diminuiscono e l’amore assume nuove forme: le coppie raffigurate si guardano negli occhi, si tengono per mano, si abbracciano, ma la sessualità è scomparsa.
Continua ad addentrarti, e vedrai che le figure si diradano ulteriormente, e che ora neppure si sfiorano.
Vai ancora più in profondità, e le figure scompaiono. Nel punto centrale del tempio, il ventre, totalmente privo di aperture verso l’esterno, c’è vuoto assoluto, nulla assoluto, assoluta oscurità, profondissimo silenzio. L’essenza più intima è dunque assenza, vuoto, nulla, estasi, samadhi; e l’essenza più esterna è sessualità.
Questa è la raffigurazione dell’uomo nella sua totalità.
Ma se neghi le mura esterne, negherai anche il centro, il ricettacolo interiore. Il centro non può esistere senza la circonferenza.
Khajuraho è l’uomo, è la storia umana scolpita nella pietra, è la danza umana scolpita nella pietra: dal gradino più basso a quello più alto, dalla moltitudine all’uno, dalla sessualità alla meditazione, dalla comunione con gli altri alla solitudine”.

Andiamo a concludere, con due brevi citazioni, sempre del magnifico Osho e sempre tratte dal libro L’amore nel tantra.
Nella prima egli lega in modo meraviglioso il sesso, l’amore e la preghiera-meditazione, evidenziando come sono ottave della medesima cosa, per l’appunto l’energia sessuale-vitale:
“La preghiera è la forma più alta di amore, è amore essenziale. È come se il corpo non esistesse più e fosse rimasto solo lo spirito, è come se la lampada non esistesse più e fosse rimasta solo la fiamma, è come se il fiore fosse scomparso ma il suo profumo continuasse ad aleggiare nell’aria. Questa è la preghiera.
Il sesso è il corpo dell’amore, l’amore ne è lo spirito. L’amore è il corpo della preghiera, la preghiera ne è lo spirito. Sono come cerchi concentrici: il primo è il sesso, il secondo l’amore, il terzo, quello centrale, la preghiera”.

L’ultima citazione di Osho, forse un po’ inattesa, ci rivela infine che l’energia sessuale non serve solo per l’evoluzione spirituale della persona, ma anche per accogliere nella Terra grandi anime, che viceversa non possono venire in assenza di energie adatte (le energie dei genitori, e quindi il corpo fisico che essi sono in grado di donare al nascituro):
“Il sesso, non mi stancherò mai di ripeterlo, deve essere un mezzo di crescita spirituale.
La nascita di Cristo, o di Mahavira, o di Buddha, non fu casuale.
Più profonda è l’unione, più nobile e più spirituale sarà il frutto che saprà donare”.
Ciò evidentemente ci attribuisce un nuovo livello di responsabilità: il benessere individuale è il livello base, l’evoluzione personale è il secondo livello, e l’evoluzione collettiva è il livello più alto.

In conclusione: l’energia sessuale è quanto di più potente e importante abbiamo, e non andrebbe sprecata vanamente (“peccato”), ma viceversa messa a frutto nella creazione-elevazione della propria anima, nella creazione di bellezza sulla Terra, e nella creazione-accoglimento di anime elevate.
A buon intenditor…

Fosco Del Nero

 

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