Category: Chakra

Chakra: la corrispondenza tra i chakra inferiori e i chakra superioriHo già pubblicato alcuni articoli sui chakra, ed oggi ne segue un altro.
Per chi fosse interessato a leggersi i precedenti articoli, eccoli qui:
Chakra: le energie retrostanti e l’incrocio maschile-femminile,
Chakra: i temi energetici che stanno dietro ai sette chakra,
Come nutrire il primo chakra, ovvero chakra e alimentazione.

Oggi ne pubblico un altro relativo a un concetto davvero interessante, e che, per chi ha occhi per vedere, ha un’importanza colossale dal punto di vista evolutivo, soprattutto alla luce del principio analogico: il concetto è quello per cui i chakra superiori corrispondono ai chakra inferiori, col quarto chakra che è il punto mediano.

La letteratura sui chakra, che nel corso degli anni si è largamente diffusa anche in Occidente, oramai ha trattato i singoli chakra con dovizia di dettagli, riportando a cosa corrispondono i vari chakra in quanto a colori, metalli, pianeti, elementi della natura, ghiandole del corpo, etc, analizzando e a volte anche superanalizzando i singoli chakra.

Come spesso accade, però, l’eccesso di analisi rischia di far perdere visione generale, proprio perché ci si è avvicinati all’oggetto dell’indagine talmente tanto da non poter ammirare il quadro complessivo.

E il quadro complessivo dei chakra ci dice, ciò che non è una novità ma che è stato davvero poco diffuso, che i chakra cosiddetti inferiori (primo, secondo e terzo) sono collegati ai chakra cosiddetti superiori (rispettivamente, settimo, sesto e quinto), col rimanente che è il chakra centrale (quarto).

Le figure utilizzate a tal scopo sono o quella dei tre cerchi concentrici con centro nel quarto chakra, comprendenti ciascuno due chakra, e quella della spirale che parte dal quarto chakra e che coinvolge due chakra per ciascun livello-giro.
In ambo i casi, il risultato è il medesimo.

E ci dice che, energeticamente, il primo chakra e il settimo, che nell’immaginario comune sono i più distanti tra di loro, in realtà sono comunicanti, come lo sono il secondo e il sesto, e il terzo e il quinto.
Andiamo a vedere ciascuna coppia.

Chakra 1 e 7: il primo ha a che fare con la sopravvivenza e con la materia, mentre il settimo è connesso allo spirito… e tutte le tradizioni spirituali ci hanno sempre parlato di uno spirito-Dio immanente che pervade l’intero creato. Tanto che il percorso spirituale può dirsi un percorso di spiritualizzazione della materia (si rende la materia divina) o un percorso di materializzazione di Dio (Dio viene incarnato nella materia).
Faccio notare inoltre che il primo chakra concerne non solo la sopravvivenza dell’individuo, ma anche la sopravvivenza della specie, ossia l’area di riproduzione sessuale, e non è un caso che secondo lo sciamanesimo (ma anche secondo il tantrismo e altre discipline) l’energia sessuale (primo chakra) e l’energia vitale (energia divina, settimo chakra) sono la medesima.

Chakra 2 e 6: il secondo chakra concerne l’emotività e la creatività, mentre il sesto chakra l’intuizione e la visione interiore.
Queste due cose si incontrano nell’arte, da sempre sinonimo sia di emotività, sia di creatività, nonché di visione (la famosa visione-ispirazione dell’artista che vede qualcosa che ancora non esiste e poi la crea, passando così dalla mente-sesto chakra alla creazione-secondo chakra… con la creazione per eccellenza che è la vita umana, che difatti nasce dai lombi e dall’utero, situati in questa zona del corpo).
Il secondo chakra è il chakra della dualità (ancora una volta, la creazione nel mondo duale della materia, nonché la dualità uomo-donna degli organi sessuali), mentre il sesto chakra si distingue per i suoi due petali, che accennano per l’appunto alla dualità, ora però vista secondo un livello evolutivo superiore rispetto al più istintivo e “bramoso” secondo chakra.

Chakra 3 e 5: il terzo chakra riguarda il potere, io e gli altri, io e il mondo, mentre il quinto chakra è il chakra della comunicazione, situato non a caso nella gola, in zona bocca-lingua-aria-parola-linguaggio.
Anche in questo caso, il collegamento è chiarissimo.
Passiamo dunque dall’“io e gli altri”, cosa che spesso concerne potere e controllo, a “io comunico con gli altri”, cosa che dal canto suo a che vedere con comunicazione e condivisione. Anche in questo caso, siamo saliti di livello, come per le altre due coppie.

Chakra 4: il chakra del cuore è il chakra centrale, e riguarda l’equilibrio e la compassione, ed è punto di passaggio dalle energie più basse e istintive dei chakra inferiori, alle energie più rarefatte ed elevate dei chakra superiori.
Il suo stesso simbolo, i due triangoli sovrapposti, uno col vertice verso l’alto (energia maschile) e uno col vertice verso il basso (energia femminile), rappresenta il centro, l’equilibrio, e l’unione delle energie opposte, che per l’appunto si situano nella zona centrale.
Tra l’altro, a proposito di dualità e del superamento della dualità che permette il cuore, Anahata in sanscrito significa “suono prodotto da due cose che non si colpiscono”: ci sono le due cose, e quindi la dualità, ma esse non si colpiscono, ossia non c’è più lotta, e c’è equilibrio.

Detto questo, veniamo alla conclusione dell’articolo, che fa da compimento a quanto detto finora: i chakra bassi vengono sublimati in quelli alti.

È così che, grazie al percorso evolutivo, la sopravvivenza (1) diventa elevazione spirituale (7), l’emotività (2) diventa serenità e visione interiore (6) e il gioco del potere (3) diventa comunicazione e condivisione con gli altri (5).
E, ovviamente, si passa dall’amore dell’ego (amore condizionato) all’amore dell’anima (amore incondizionato).

Fosco Del Nero

 

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