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Essenza ed esistenzaCome prima cosa, precisiamo cosa intendiamo in questo articolo per “essenza” e per “esistenza”.
Con “essenza” ci stiamo riferendo alla struttura interna di una creatura, che sia minerale, vegetale o animale. Con “esistenza”, invece, ci riferiamo al suo percorso di vita.

Mentre nel regno minerale, e per buona parte anche in quello animale, secondo il livello evolutivo del singolo animale, l’essenza viene prima dell’esistenza, per l’uomo avviene il contrario: è l’esistenza a precedere l’essenza.
Non del tutto, però, e andiamo a specificare meglio, partendo dal regno vegetale e da quello animale, che ci sono molto chiari (le cose spesso ci sono molto chiare quando non ci coinvolgono, e ci divengono invece oscure quando ci siamo noi di mezzo): una pianta nasce in un certo modo, e non ha alcuna possibilità di divenire in qualche altro modo. Il seme contiene già in sé il percorso di vita della pianta, fiore o albero che sia.
Per gli animali vale grosso modo la stessa cosa, dal momento che la loro vita si svolge quasi totalmente in modo meccanico: non solo l’animale non ha scelta se divenire un certo animale o un altro (ma d’altronde nemmeno l’essere umano ha questa scelta), ma non ha scelta nemmeno sui tanti automatismi che regolano la sua vita: istinti, paura, accoppiamento, etc. La sua esistenza procede così praticamente tutta in automatico, decisa dalla sua essenza di partenza.
Quasi tutta, per l’appunto: man mano che l’anima avanza lungo il percorso evolutivo, e man mano che l’incarnazione è sempre più evoluta, allora aumentano le possibilità e diminuisce l’automatismo…

… e così eccoci all’essere umano, anche lui in parte preda di automatismi, ma potenzialmente ben più libero rispetto ad creature del creato.
Certamente anche lui nasce con una certa essenza di base già predisposta, la quale è data dai precedenti cammini di vita, ma altrettanto certamente tale essenza vien mutata man mano nel corso della sua esistenza, tanto da poterci far dire che è l’esistenza a generare l’essenza, la quale andrà poi a generare altre esistenze e via di seguito, fino a che l’uomo non sarà più uomo, per chi capisce cosa s’intende.

Il punto dell’automatismo e delle possibilità interiori genera in tante persone interessate ad argomenti esistenziali un dubbio: il dubbio che gli animali siano evolutivamente più avanti dell’uomo, poiché sono sempre nel presente… cosa che per l’uomo è un’ardua conquista.

Tuttavia, gli animali (almeno, quelli che conosciamo noi) non sono più avanti dell’essere umano dal punto di vista evolutivo, cosa testimoniata da tutte le tradizioni esoteriche e peraltro evidente al puro buon senso, ma semplicemente vivino in uno stato che è pre-mentale (o, comunque, hanno un mentale assai poco sviluppato, e dunque poco su cui lavorare). Noi esseri umani stiamo nel mentale e ci stiamo lavorando su, mentre le piante e gli animali non sono ancora arrivati a quel punto; per essi quel lavoro non è ancora iniziato, e ognuno ha il suo passo da fare lungo il suo percorso.

Mentre il passo delle creature meno evolute è scontato e automatico, se pur lento (ma ricordate che persino i sassi si evolvono, e tutto è all’interno di un percorso di crescita di consapevolezza: noi non siamo né unici né speciali), il passo umano non è scontato affatto, e dipende dall’esistenza portata avanti dalla persona: ecco perché per piante e animali viene prima l’essenza (il seme) e poi l’esistenza (la fioritura di quel seme), mentre per l’uomo non è così… il che è un bene e un male al contempo (si fa per dire: bene e male non esistono in senso dualistico), visto che l’uomo può sia raggiungere l’infinito, sia rimanere bloccato nel suo stato mentale per un tempo infinito… sta a lui.

Dunque, se noi guardiamo un gatto e lo vediamo sempre nell’istante, mentre noi ancora non ce la facciamo, e andiamo e veniamo centinaia di volte al giorno, non è perché lui è evolutivamente più avanti di noi, ma è perché lui non sta ancora affrontando questo esame… che viceversa è il nostro esame.

Questo è ciò che intendeva Gesù quando diceva: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Mentre gli animali hanno tane e nidi predisposte in automatico, e un grado di libertà e possibilità molto inferiore al nostro, al contrario l’uomo non ha un suo nido e deve camminare, ciò che è al contempo la bellezza e la difficoltà del suo percorso evolutivo umano rispetto a quello del regno vegetale o animale.

Fosco Del Nero

 

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