La visione analogica del mondo

La visione analogica del mondo e il principio analogicoC’è un principio esistenziale che non è tanto reclamizzato, anche dagli autori del settore, ma che è fondamentale per orientarsi al meglio nella realtà e per gestire al meglio le proprie energie: parlo del principio analogico, a cui peraltro ho accennato in precedenza in qualche post, anche se non lo ho definito con precisione.

Cosa che in effetti non è né difficile né lunga, ed eccolo qui in una formulazione molto semplice: ogni cosa su un piano ha un corrispondente energetico su qualsiasi altro piano.

Laddove con “piano” intendiamo: i colori, i cibi, i suoni, i pianeti, i metalli, gli odori, gli organi fisici, i chakra, i mantra, le asana, i luoghi, gli eventi, e così via per tutto il resto.

Ciò significa, come corollario, che se in un certo momento ci serve introdurre nella nostra vita una certa energia, non ha importanza che la introduciamo con un colore (per esempio l’arancione) o lavorando su un chakra (il secondo), o in qualche altro modo (un’attività fisica vivace ed emozionante)… basta che lo facciamo.
Se no la vita la introdurrà a forza… e di solito questo ci piace di meno.

Le persone che hanno compiuto determinati passi lungo il cammino della consapevolezza personale oramai danno per scontate queste corrispondenze… ma fa sempre piacere vedere che il principio è confermato a ogni piè sospinto.

L’ultimo caso cui ho assistito, e che mi ha suggerito la scrittura di questo articolo, è la lettura di un libro sulla grafologia, ossia sulla corrispondenza analogica tra il piano del carattere (laddove carattere=somma delle energie interiori) e il piano dei segni grafici lasciati mentre si scrive, che ovviamente non sono casuali.
Ossia, i tratti grafici della scrittura corrispondono ai tratti caratteriali, facendo della grafologia qualcosa di molto vicino ad una scienza. Sperimentale, senza dubbio, anche intuitiva per molti versi, ma basata sull’assunto inoppugnabile per cui vi è una corrispondenza tra i due piani delle energie interiori e dei tratti grafici nella scrittura.

Noi lasciamo impronte delle nostre energie letteralmente ovunque: grafia, postura fisica, timbro di voce, abbigliamento, linee delle mani, dei piedi, forma del cranio, occhi, volto… ma anche segno zodiacale e temi natali, per citare un’altra corrispondenza analogica famosa, quella per l’appunto tra le energie interiori e il momento e il luogo in cui si nasce.

E a questo punto è doverosa una precisazione: non è che la nostra grafia o le nostre mani corrispondono a noi, ma siamo noi, e tutto il resto a cascata, che corrispondiamo a determinate energie, scelte dalla nostra anima alla nascita, e che hanno corrispondenze-applicazioni su ogni piano: colori, pianeti, suoni, simboli, e via discorrendo, come si diceva prima.

Alla fine, a ben vedere, il principio analogico non è altro che l’applicazione a ogni cosa dei concetti per cui tutto è energia e per cui niente è casuale: se il primo è oramai un fatto scientifico, il secondo viceversa è relativo alla propria visione dell’esistenza e alla consapevolezza fin qui maturata, e a tale consapevolezza la conoscenza del principio analogico contribuisce grandemente.

Fosco Del Nero

 

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