L’influenzamento energetico tra umani e animali

Gli animali domestici riflettono l’energia dei loro compagni umaniIntanto la premessa – o sarebbe meglio dire la speranza – è che tali esseri umani siano per gli animali loro protetti davvero compagni e amici, e anzi veri e propri fratelli maggiori… quali dovremmo essere verso ogni animale e verso la natura in generale.

Ma non è questo l’argomento di questo articolo, che verte invece sul luogo comune per cui gli animali domestici hanno una qualche corrispondenza con i loro referenti umani (non li chiamo padroni perché è un termine orribile che riflette quell’antropocentrismo che dobbiamo ancora scrollarci di dosso).
Tale somiglianza – che a volte è persino fisica, e in modo talvolta inquietante – è di tipo caratteriale, nel senso che l’animale in qualche modo fa sua l’energia dell’essere umano con cui vive e la riflette con qualche espressione caratteriale simile.

Ciò non è affatto una sorpresa: l’energia è energia, e influenza sempre, e l’energia umana è superiore per forza e campo magnetico a quella degli animali meno evoluti (ossia tutti tranne eventuali razze extraterrestri o intraterrestri più avanzate)… e dunque li influenza.

La differenza tra gli animali domestici e i corrispondenti animali non domestici-randagi-cittadini della medesima specie è peraltro palese a chiunque abbia un paio d’occhi… ed è perfino estetica, visiva, ciò che ci dà una certa idea sulla portata dell’influenzamento energetico umano.

Ma l’argomento dell’articolo non è nemmeno questo.

L’argomento di questo post difatti si riferisce al mio attuale viaggio in India, e nel dettaglio si riferisce ai cani randagi del posto.

Ebbene, a parte un discorso di razza, essi sono completamente diversi dai cani randagi occidentali… e va da sé che il discorso dell’influenzamento energetico vale sia in senso micro (la singola casa col singolo essere umano e il singolo animale) sia in senso macro (una regione del mondo con tutti gli esseri umani che vi abitano e tutti gli animali che vi vivono anch’essi).

Ebbene: i cani indiani riflettono in modo quasi imbarazzante l’energia della nazione India, peraltro ben nota ai lettori dei vari Osho e Yogananda ancor prima di recarsi sul posto.
Osho diceva che gli indiani erano stati resi servi dagli occidentali in quanto erano già servi interiormente, e il fuori non aveva fatto altro che riflettere e certificare il dentro.
I cani randagi indiani riflettono e certificano l’energia della nazione India.
O, perlomeno, dell’India che ho visto personalmente, ma da informazioni ricevute ciò vale anche per l’intera nazione.

Essi sono docili, dolci, lenti, indolenti, remissivi, un po’ paurosi… e sono tanti peraltro, e di taglia media, non grossi, proprio come gli indiani.

I cani italiani ed occidentali (ripeto ancora: quelli che ho visto) sono completamente diversi: aggressivi, rumorosi, per niente fifoni e anzi baldanzosi persino se minuscoli (da cui la classica figura del cane che fa tanto chiasso ma non morde).
Certo, non si può generalizzare su vasti numeri, ma la differenza di fondo è enorme, e non si può ricondurre al mero caso di uno o due esemplari di cani…
… e per forza deve riflettere le energie di un’intera nazione e di un intero popolo.

E magari anche di una certa regione e di una certa natura, giacché anche i posti hanno una loro energia, che influenza tutte le creature che vi stanno sopra.
Insomma, la morale di fondo è: ogni cosa è dotata di un’energia, le cose e le creature si influenzano a vicenda, e il caso non esiste.
Imparare ad applicare tali principi esistenziali ad ogni cosa (a letteralmente ogni cosa, al dentro e al fuori, al sopra e al sotto, al grande e al piccolo, ciò che per mancanza di coraggio non compie quasi nessuno, anche negli ambienti “spirituali”) rende l’uomo e la donna saggi e dona loro una profonda visione interiore.

Giacché ci sono, aggiungo un’altra cosetta: per la nota legge per cui quando nell’esistenza si fa un vuoto, subito qualcosa viene a riempirlo, nel momento in cui la razza umana, per un qualche motivo (evolutivo o distruttivo), lascerà il pianeta Terra, un’altra razza animale si farà avanti, progredendo più delle altre e andando a riempire lo spazio rimasto vacante.

Gli attuali candidati più attendibili, per un discorso di presenza sul pianeta, di intelligenza mentale, di intelligenza fisica e di vicinanza al genere umano da cui sono attualmente influenzati, come si diceva prima, sono i cani e i gatti (tra gli altri animali più intelligenti, abbiamo le scimmie, i maiali e i delfini, che però vedo sfavoriti per diversi motivi, di numero come ambientali). Tra le due razze, cani e gatti, personalmente propendo per la seconda, per diversi ordini di motivi: intanto, nel tempo ho maturato la convinzione che i gatti non siano originari di questo pianeta, il che già in partenza li rende più “internazionali”; in secondo luogo, il gatto da sempre è stato avvicinato a tematiche esoteriche, laddove divinizzato, laddove associato alle energie magiche, laddove creduto dotato di poteri particolari, fatto che non è ovviamente casuale; in terza istanza, ho notato che, tra le persone impegnate in un percorso esistenzial-spirituale, la presenza del gatto come animale domestico è nettamente preponderante rispetto a quella del cane, viceversa più amato in ambiti più terreni e mondani… è chiaro che non si può assolutizzare la cosa, ma ho visto numeri talmente tanto squilibrati da esser per forza significativi. Ma d’altronde,  non può essere un caso che da sempre il gatto è associato alla magia e alle energie invisibili, alla stregoneria, che sia stato venerato presso tanti popoli del mondo, e che nel buddhismo si dice che esso sia l’ultima incarnazione animale prima di quella umana.

Riguardo alle specifiche energie di cani e gatti, i primi hanno dalla loro un maggior senso del gruppo, dell’appartenenza, della fedeltà e del servizio, mentre i secondi hanno dalla loro una maggiore fierezza, forza interiore e senso di individualità. A livello evolutivo, attribuisco una maggior importanza alle seconde energie, pur non disdegnando certo le prime, ragion per cui personalmente vedo più avanti i secondi…

… ma stiamo parlando di tempi di là da venire: per ora occupiamoci del nostro percorso di esseri umani, giacché abbiamo abbastanza da fare con quello.

Fosco Del Nero

 

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