Category: Libero arbitrio

Il progetto dell’animaSpesso, per non dire che siamo sul 95% dei casi, le persone non sanno quale sia il loro progetto di vita, quale sia il programma della loro anima per questa incarnazione, e vanno avanti nella loro vita per inerzia.

Anzi, a volte non hanno nemmeno chiaro se vi sia un programma o meno, perché la cosa cozza contro il concetto di libero arbitrio.

Non torno sull’argomento destino-libero arbitrio perché ne ho già parlato in un altro articolo, cui vi rimando nel caso vogliate leggerlo: Destino e libero arbitrio.

In questa sede, mi limito a dire che esistono entrambi, destino e libero arbitrio: il primo è il progetto dell’anima, la tavolozza e i colori che l’anima ha scelto per la singola incarnazione; il secondo è il quadro che noi, come personalità, andiamo a dipingere con quanto datoci dall’anima.

Torniamo al discorso del progetto: questo progetto c’è, e ovviamente non è un progetto-programma fisso, del tipo “costruire villette a schiera”, oppure “fare l’insegnante di geografia”, ma è un progetto energetico, e ha a che fare con gli apprendimento dell’anima, con i tasselli del puzzle ancora mancanti, con le emozioni basse che ancora non abbiamo trasmutato nelle corrispondenti emozioni alte.

Per sapere con certezza cosa siamo venuti a fare qui come energie (e l’unico discorso sensato che possiamo fare su di noi è relativo alle energie… il come si realizzano o si manifestano sono dettagli che non ci dovrebbero importare, perché comunque saranno affini alle energie in questione) basta vedere i nostri difetti.

Se non li sappiamo perché magari non siamo troppo obiettivi su noi stessi, basta chiederli a qualcuno che ci è molto vicino: il partner, un genitore, un fratello, un collega di lavoro, un amico… un nemico.

Basta guardare dunque i propri difetti, nonché gli eventi della propria vita, i quali sono per l’appunto i dettagli con cui si dispiegano le energie retrostanti.

Ogni “difetto” è una qualità animica che siamo venuti a sviluppare, e può diventare quella qualità superiore se trasmutiamo l’emozione inferiore.
Semplice.

L’ombra che c’è in terra rivela la luce che c’è in cielo.
Il Sole c’è, la luce in Cielo c’è, basta soffiare sulle nuvole e in Terra ci sarà luce, e non più ombra.

Siamo scesi sulla Terra e in questo corpo proprio per soffiare sulle nuvole.

Altra buona notizia: i “difetti” e le “debolezze” rivelano quindi la qualità elevata corrispondente (gelosia –> amore incondizionato, rabbia –> forza da guerriero, paura –> fiducia nell’esistenza, senso di vuoto e di solitudine –> unione col tutto, e così via)… la quale, una volta superate le prove che la vita ci pone dinanzi per farci vedere questa possibilità evolutiva, diventa un nostro punto di forza.

Ogni singolo evento difficile, che noi normalmente malediciamo, è un’occasione per sviluppare una di queste emozioni superiori… e dovremo dunque benedirlo.

Anche perché l’anima non si assume mai compiti che non è in grado di svolgere, per cui qualunque cosa ci capiti qualunque è alla nostra portata.
Sì, qualunque cosa ci capiti… e più difficile è un evento, più potenziale c’è in esso, come testimoniano peraltro casi celebri della crescita personale, come Louise Hay, Wayne Dyer o Neale Donald Walsch.

Fosco Del Nero

 

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