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Il passaggio dall’uomo comune all’uomo superiore nei tarocchiChi mi legge da tempo sa bene quanto io sia appassionato di tarocchi, come sa che ogni tanto pubblico un articolo sui tarocchi, sia al fine di dare contenuti esistenzial-evolutivi a chi legge, sia per far intravvedere il potenziale di consapevolezza che si nasconde in quelle 22+56 carte…

… se la persona ha la voglia e la pazienza di mettersi di fronte a loro, ovviamente.

Il post odierno per certi versi è molto semplice, ma confido che riuscirà a fornire una qualche idea della bellezza che si annida negli arcani maggiori dei tarocchi, i quali, per chi non lo sapesse, rappresentano una sorta di percorso iniziatico dell’essere umano.
O, per dirla altrimenti, rappresentano il percorso evolutivo che tutti siamo chiamati a compiere, nelle sue varie tappe.

La prima tappa, quella iniziale, è la carta del Mago ( o Bagatto o Battiloro).
In essa un uomo ha ben disposti davanti a sé, solitamente poggiati su un tavolo, i quattro strumenti del suo lavoro: un bastone, una spada, una coppa e un quadro-pentacolo.
Tali strumenti corrispondono ai semi dei bastoni, delle spade-picche, coppe-cuori e quadri-denari, ma soprattutto corrispondono agli elementi del fuoco, dell’aria, dell’acqua e della terra.

Il Mago-Bagatto-Battiloro, durante il suo viaggio tarotico-viaggio dell’esistenza, dovrà imparare a padroneggiare le energie corrispondenti a tali elementi, in luogo da elevare se stesso lungo il percorso, fino a divenire uomo superiore. Durante tale percorso, il protagonista del percorso, il viandante, si troverà ad affrontare numerose prove e quindi a far suoi tanti apprendimenti interiori.

La chiamata finale è quella della carta del Giudizio: un angelo vola in cielo e suona una tromba, chiamando a sé, e persino risvegliando dalla tomba, le persone (di solito, un uomo, una donna e un fanciullo, ma tale elemento è variabile).
L’angelo chiama, dunque, e gli addormentati-morti si risvegliano…

… per prepararsi all’ultimo passo, quello del passaggio al Mondo, la carta che chiude il percorso del tarocco.
In essa ritroviamo i quattro elementi originari del bastone, della spada, della coppa e del pentacolo, cioè del fuoco, dell’aria, dell’acqua e della terra, ma stavolta li troviamo sublimati, portati al loro apice, rappresentati rispettivamente dal leone, dall’aquila, dall’angelo e dal toro.
Che poi sono i personaggi citati nell’Apocalisse, per cui ha voglia di collegare i puntini.

Il Mondo rappresenta il completamento, proprio come il Mago rappresentava l’energia primeva, quella dell’1 che si mette in moto.
L’”uomo comune” è dunque divenuto “uomo superiore”, la potenza è divenuta atto, per dirla con Aristotele. A riprova che nel Mago c’era già in potenza il completamento finale, egli ha sulla testa una lemniscata, il simbolo dell’infinito… che è chiamato a diventare e che diviene nel Mondo, che infatti non è più in terra, ma in cielo.

E notate che, mentre nel Mago-Bagatto-Battiloro la figura centrale è un uomo, col suo principio attivo che mette tutto in moto, nel Mondo la figura centrale è una donna, che col suo principio ricettivo ha accolto in sé le energie suddette, gli elementi evolutivi che hanno permesso il completamento del cerchio.

Abbiamo dunque un percorso alchemico-trasformativo in piena regola: il piombo che diventa oro, e difatti all’interno dei tarocchi vi sono alcune carte fortemente alchemiche, la Temperanza tra tutti.

Ma questa è un’altra storia, e la conoscerà chi vorrà effettuare quel viaggio…

Fosco Del Nero

 

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