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Che livello di consapevolezza ho davanti?Questa è una domanda che vi consiglio di porvi spesso, quanto più spesso possibile, e ad essa ne aggiungerei un’altra: “Che livello di consapevolezza ho io?”.

E va da sé che nel rispondere a tali due domande occorre essere sinceri con se stessi in modo spietato, onde evitare di prendersi in giro e di raccontarsi di essere persone “sul cammino”, quando invece si è fermi immobili e con una pesante tara legata ai piedi (o magari si sta procedendo lentamente per via di tale tara).

Peraltro, tali domande non sono più necessarie quando si arriva a un certo punto, tale per cui si sa all’istante chi o cosa si ha davanti, che si tratti di un libro, un video, un film, un’opera d’arte o una persona fisica in carne e ossa.

E qua arriviamo al nocciolo dell’articolo: come si fa a comprendere quale livello di consapevolezza ha la persona o un testo che abbiamo dinanzi?

Come sempre, ciò dipende dagli occhi di chi guarda… e ovviamente dal loro livello di consapevolezza.

Partiamo dal basso, il modo di conoscere della gran parte delle persone riguardo alle relazioni interpersonali, a film, etc: il sentire a pelle se qualcuno o qualcosa ci attrae o meno.
È qualcosa di fisico, praticamente, messo in gioco dall’apparato biologico che ospita la nostra anima.
Facciamo un esempio banale: se ci troviamo di notte in un vicolo buio e abbiamo di fronte a una persona con in mano una motosega accesa, e che ci sta sorridendo in modo inquietante, con tutta probabilmente non ci sarà simpatica “ad istinto”… proprio perché essa viene percepita in automatico come una minaccia.

Il gradino successivo è il piano emotivo, per cui qualcuno o qualcosa ci piace o no, ci è simpatico o no.
Siamo passati dal corpo fisico al corpo emotivo, e siamo ancora piuttosto in basso.
Qua sono ancora in gioco – e alla grande – i desideri e le aspettative dell’ego.

Se saliamo ancora di un livello andiamo all’indagine razionale: è la mente al lavoro, che trova informazioni, dati e statistiche, le analizza, le valuta, le giudica, e poi trae una conclusione.
La quasi totalità delle persone attuali si ferma a questo stadio, con una miscellanea variabile di tali tre fattori: fisico, emotivo e mentale.

C’è un livello superiore, però, che porta a un sapere più ampio e diretto, scevro dal bisogno di indagine della mente… ma che necessita che il canale interiore sia stato sufficientemente pulito e sgombrato: parlo dell’intuizione, grazie alla quale, riguardo a qualcosa che fino a un attimo prima ci era nebuloso, all’improvviso ci arriva un lampo di comprensione

E c’è un livello ancora superiore, che non necessita nemmeno di un’intuizione estemporanea: è il sapere.
Ossia, tu sai chi hai davanti o cosa hai davanti se si tratta di un libro (ma alla fine la cosa si risolve sempre in un chi, o per meglio dire nell’energia che sta dietro), senza bisogno di alcuna investigazione, e senza bisogno di attendere lumi dall’alto.
Lo sai e basta.

Ora vado a concludere l’articolo, e sarà una conclusione tosta, ve lo dico in anticipo.

Il sapere chi avete davanti vi serve nel momento in cui siete davvero intenzionati a lavorare su di voi, e non solo a passare il tempo leggendo qualche libro new age (ma fossero anche i Vangeli, non farebbe alcuna differenza avendo dietro un’energia non sostenuta e motivata), perché vi pone di fronte a una verità che voi stessi avete stabilito: chi ho davanti, persona fisica o libro, ha un livello di consapevolezza superiore al mio?

Se sì – e, ripeto, decidetelo voi in base ai vostri occhi attuali – allora quel livello di consapevolezza vi è superiore sempre e comunque, e quindi vi consiglio di star bene attenti a qualunque cosa sentiate o leggiate, fosse anche in forte contrasto col “vostro sentire”… espressione dietro cui spesso si mascherano le anime bambine che ancora non hanno preso la decisione di camminare sul serio e preferiscono modificare le leggi esistenziali a loro uso e consumo… rimanendo per l’appunto anime bambine.

Se decidete che Yogananda aveva un livello di consapevolezza superiore al vostro, date grande valore alle sue parole, anche quando non concordate con esse.
Se decidete che Osho aveva un livello di consapevolezza superiore al vostro, date grande valore alle sue parole e alla sua energia.
Se decidete che Gesù e Buddha avevano un livello di consapevolezza superiore al vostro, date valore a quanto hanno predicato, e cercate di metterlo in pratica, perché gli insegnamenti sono sempre quelli, e sono senza tempo, e voi non ne sapete più di loro… probabilmente.

Questo vale anche per gli insegnanti viventi, fossero anche non maestri nel senso tradizionale del termine, o comunque parificabili ai personaggi appena citati: un Eckart Tolle, un Adyashanti, un Mooji, e così via scendendo fino agli autori e ai conferenzieri che potete incontrare in giro per l’Italia e per il mondo.

Ricordatevi che, come diceva Gurdjieff, due uguali livelli di consapevolezza non possono mai contraddirsi, mentre a contraddirsi sono le morali, le opinioni, le credenze soggettive.
Se non siete d’accordo con qualcuno su qualche tematica esistenziale, ne consegue, per farla semplice, o che lui ha un livello di consapevolezza (visione interiore, chiarezza interiore, conoscenza) superiore al vostro, o che il vostro livello è superiore al suo.
Non c’è altra alternativa, per cui pensateci bene prima di fare le vostre “classificazioni”.

E buona fortuna a tutti quelli che passano il loro tempo su facebook contraddicendo le affermazioni di Buddha, Gesù, Yogananda, Krishnamurti, Hakim Sanai, Gurdjieff, etc.

Fosco Del Nero

 

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