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La ricapitolazione e l’effetto tempoCirca un secolo fa aveva un certo seguito la teoria biologica della “ricapitolazione“, secondo la quale, in estrema sintesi, gli embrioni dei vari animali, anche tra loro molto diversi come l’essere umano e gli anfibi, si somigliano moltissimo, salvo poi distinguersi col passare dei giorni e con l’avvicinarsi alla nascita.

Secondo coloro che sostenevano questa teoria (poi passata di moda, per poi essere ripresa di recente grazie a nuovi indizi), gli embrioni umani in pratica ripercorrevano tutto l’iter evolutivo, dall’organismo unicellulare, passando per pesci, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi, fino ad arrivare l’uomo, specie evolutivamente più elevata (almeno, tra quelle conosciute al largo pubblico).

Non scrivo ciò perché ho improvvisamente deciso di cambiare argomenti nel sito, dalla spiritualità alla biologia, ma per far notare come, curiosamente, esiste una legge esistenziale chiamata anch’essa “ricapitolazione“, secondo la quale il singolo essere umano effettua esperienze di vita (dalle quali si sente attirato e che la sua anima gli suggerisce in vario modo, o come sensazioni interiori o come segnali esteriori) utili a “ricapitolare” apprendimenti evolutivi già acquisiti in altre vite.
I quali, dunque, in questa vita non vanno imparati un’altra volta, ma semplicemente “recuperati”.

È una sorta di ripasso di una materia che si conosce già, se vogliamo.

Ho introdotto l’argomento partendo dalla ricapitolazione biologica poiché un’altra legge dell’esistenza afferma il principio analogico, per il quale tutte le cose si corrispondono su diversi piani, per cui se esiste un “ripasso” esistenzial-spiritual-evolutivo, esiste anche un simile percorso fisico.

E ora portiamo il concetto sul piano più pratico, quello della nostra vita: se alcuni apprendimenti che ci mancano, per i quali siamo scesi sulla Terra, richiedono da parte nostra un certo percorso perché diventino “nostri” per sempre, altri invece richiedono solo un breve ripasso… il che vuol dire che non tutte le esperienze della nostra vita devono durare 30 anni.

Il che vuol dire, per farla semplice, che non tutti i lavori che facciamo devono occuparci per metà della nostra vita, e la stessa cosa vale per i partner, per i nostri hobby… e per i luoghi in cui viviamo.

Ossia, abbiamo necessità di “nutrirci” di certe energie (che possiamo acquisire da luoghi, relazioni, lavori, etc) per lungo tempo, mentre di altre ci basta solo un assaggio-recupero del sapore, se vogliamo effettuare una similitudine alimentare.

Ciò, tra l’altro, vale a maggior ragione nell’epoca attuale, molto veloce e rapida, anche come energie (cosa che ci era stata anticipata da tante profezie e canalizzazioni) in cui pure gli apprendimenti sono mediamente più rapidi e tutto è più fluido e meno fisso…

… cosa che, tra l’altro, comporta molti problemi per coloro che non riescono a lasciar andare i loro attaccamenti.

E vi rimangono talmente tanto attaccati da frenarsi letteralmente in questa vita, e da dover rimandare alla prossima incarnazione alcuni apprendimenti evolutivi per cui in realtà si sono incarnati adesso (= per cui sono già pronti ora).

Ma, senza andare alle prossime incarnazioni, e rimanendo su questa (che già ci dà abbastanza da fare da sola) il messaggio di questo articolo è il seguente: muovetevi, seguite la vostra intuizione, non rimanete fermi, perché la grande maggioranza delle cose va solo “ricapitolata”…
… e d’altronde nulla va cristallizzato nei secoli dei secoli.

In tutto ciò, ovviamente, va seguita la propria voce interiore, la più sicura e affidabile maestra di vita.

Fosco Del Nero

 

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