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Amore e dualitàL’articolo di oggi, pur cercando come mio solito di rimanere sintetico, leggibile e usufruibile dal maggior numero possibile di persone, affronta due temi esistenziali tra i più importanti, dei quali non a caso hanno parlato a lungo i grandi mistici e risvegliati della storia: l’amore e la dualità.

Partiamo da quest’ultima: senza dubbio avrete letto in passato qualche articolo o brano di libro in cui si parlava del principio duale, nel duplice senso della genesi e dell’esistenza in cui siamo stati calati.

Genesi: in principio vi era l’unità divina, la quale, per avere esperienza di se stessa ed espandersi ancora di più, si è scissa in tante forme e coscienze diverse, apparentemente divise ma in realtà unite tutte quante tra di loro.

Esistenza in cui siamo stati calati: si è generata così la vita così come la conosciamo, operante secondo opposti. In questa esistenza, difatti, ogni cosa ha una sua controparte, e tutto funziona secondo dualità: luce e tenebre, giorno e notte, maschio e femmina, attivo e passivo…

Noi stessi, col nostro corpo fisico esteriore, siamo una testimonianza perfetta del principio duale che vige in questa esistenza: emisfero sinistro ed emisfero destro, occhio sinistro e occhio destro, orecchio sinistro e orecchio destro, braccio sinistro braccio destro, gamba sinistra e gamba destra.

In tutto ciò, è interessante notare come all’esterno il solo elemento singolo, non duale, sia l’organo sessuale… ed è interessante affiancare questo fatto a ciò che tutti i grandi maestri della storia ci hanno detto, ossia che l’energia sessuale contiene in sé un grande potenziale di risveglio, proprio come ci hanno sempre detto che il ritorno all’unità passa per il ricongiungimento delle dualità, cosa di cui l’unione sessuale è il simbolo per eccellenza.
Ma questo è un altro argomento.

In questo mare di dualità, dunque, non stupisce che la nostra valutazione delle cose, il nostro giudizio, abbia seguito esso stesso il principio duale, per cui pensiamo dualisticamente che vi siano il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, il meglio e il peggio, e così via.

Fatta questa introduzione, passiamo all’amore.
Dante Alighieri, che non a caso era membro di cerchi sapienziali ristretti, lo definì “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Giordano Bruno, invece, disse che “un’unica forza, l’amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi”.

Ma gli esempi in questo senso si sprecano, e praticamente ogni dottrina spirituale parla di qualcosa di onnidiffuso che regge l’universo e vivifica tutte le cose, rendendole peraltro unite proprio in virtù di tale comunione energetica.

L’amore, per farla breve, è la forza che tende a far riunire tutte le cose.
Il punto è che essa si può manifestare in tanti modi, apparentemente opposti tra di loro, ma in realtà manifestazioni della medesima energia su differenti ottave.

È amore l’unione sessuale di due innamorati.

È amore l’abbraccio tra due fratelli o tra due amici.

Ma è amore anche il leone che sbrana la gazzella, come diceva Osho.

È amore, per quanto molto basso e per certi versi distorto, anche l’uomo che uccide un altro uomo.

In tutti i casi, c’è dietro il desiderio di un ritorno all’uno, di un ritorno all’unità, in cui le due cose si fondono.
E in verità ogni attrazione, seppur distorta e bassa, rivela l’energia dell’amore.

È evidente, però, che un conto è applicare tale forza attrattiva unendo due corpi in un’estasi fisico-emozionale, mentre un altro conto è applicare la medesima forza cancellando l’altro, uccidendolo e magari mangiandolo.

In tutti i casi c’è un momentaneo e apparente ritorno all’uno, o perché i due corpi sono uniti o perché si è eliminato l’altro, magari inglobandolo in sé.

Certo, quest’ultimo è un tipo di amore molto basso, molto primitivo, in cui si ritorna all’unità per il semplice motivo che si è cancellato l’altro, ma anche in questo caso dietro c’è la medesima energia, pur se applicata come detto a un’ottava bassa.

Il nostro compito evolutivo è proprio elevare tutte le nostre energie alle loro ottave superiori, di modo che non si avrà più il desiderio di rimanere uno perché si è cancellato l’altro, ma di rimanere uno perché ci si è uniti con l’altro. Non necessariamente a livello fisico, è chiaro, ma in ogni caso a livello esistenziale-interiore, perché ci si sente uniti con l’intera esistenza.
Con ciò si sarà santificata quell’energia attrattiva che a un certo punto dell’evoluzione personale fa desiderare il sesso, il mangiare animali e il prevaricare su altri popoli (amore ad un’ottava bassa), e in un punto evolutivo successivo fa desiderare l’unione tra anime e il rispetto per la vita in generale, di qualunque specie (amore ad un’ottava alta).

Fosco Del Nero

 

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