Monthly Archives: maggio 2014

Muscoli, forza e apprendimenti evolutivi

 

 

 

 

Un ormai conosciutissimo motto della legge di attrazione recita che si riceve quello che si dà. L’assunto è sacrosanto, ma come prima cosa bisogna realizzare che ciò è inteso non in senso fattualistico (ossia fatti ed eventi), ma in senso energetico (ossia le energie che stanno dietro alle cose).

Cioè, io riceverò esattamente le energie che emetto, sia perché le provo nel momento in cui le emetto, sia perché tali energie vanno a comporre il mio livello energetico medio, il quale a sua volta rappresenta il mio punto attrattivo per gli eventi della vita.

Comunque, di ciò ho parlato nel mio precedente articolo, al quale nel caso vi interessi vi rimando: L’essenza della legge di attrazione.

Quest’oggi, partendo dal suddetto concetto, voglio andare in una direzione differente. Anni fa, ripensando al principio della legge di attrazione, a un certo punto mi aveva colpito che, nonostante alcuni la considerino una cosa astratta e difficile da verificare, in realtà il fatto che si riceve quello che si dà è un fatto molto concreto, verificabile in ogni cosa della vita quotidiana.

L’imprenditore prima di guadagnare deve investire.
Il cuoco prima di avere da mangiare deve cucinare.
Lo studente prima di padroneggiare una materia deve studiare.
L’atleta prima di crearsi i muscoli deve faticare.
E così via per ogni cosa: in pratica, prima di avere un certo risultato, devo investire una certa quantità di energia, che sia energia-denaro, energia-lavoro, energia-concentrazione o energia-muscoli.

Che detto così sembra un concetto persino banale… peccato che molti fatichino ad applicarlo al campo esistenziale e alle emozioni: prima di “padroneggiare la materia felicità” devo investire energia di felicità, ossia mettere spesso in gioco quell’energia emozionale.

La similitudine dei muscoli rende particolarmente bene l’idea: io prima impiego forza muscolare (dare-chiedere), e magari lo faccio per molto tempo con il muscolo di partenza, senza alcun dubbio che, anche se anche ora vedo un muscolo piccolo, col tempo esso aumenterà di volume (permettere), tanto che alla fine davvero avrò un muscolo più grande e forte (ricevere).

Il nostro problema sta nella fase intermedia, quella in cui, mentre per i muscoli non si ha nessun dubbio che si otterrà un certo risultato continuando ad applicare tot energia-forza, per l’aspetto sottile dell’esistenza al contrario di dubbi siamo pieni, tanto che ci stufiamo, interrompiamo il processo, invertiamo la rotta, magari poi lo riprendiamo, finendo per applicare non il “permettere”, ma il “resistere”, per utilizzare le parole di Abraham.

La similitudine dei muscoli ci è utile anche per un passo concettuale ulteriore: normalmente le persone rafforzano i propri muscoli utilizzando dei pesi, per sollevare i quali occorre applicare una certa quantità di forza. I pesi, però, tecnicamente non sono necessari, e una persona potrebbe applicare quella medesima forza anche in assenza di pesi. Diciamo che la nostra carenza di immaginazione (nonché gli attraenti specchi delle palestre) ci rendono difficile questa opzione.

La vita funziona allo stesso modo: i pesi, ossia le difficoltà, non sono necessari, e potremmo conseguire una certa muscolatura-evoluzione per conto nostro (piano A, la via della gioia).
Però spesso non lo facciamo, per cui la vita ci presenta i suddetti pesi, che ci costringono ad applicare la forza necessaria a sollevarli (piano B, la via della sofferenza).

Insomma, come sempre sta a noi decidere se prendere l’iniziativa o se lasciar fare alla vita… con tutti i mezzi che ha a disposizione… e sono tanti.

Fosco Del Nero

 

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