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Coincidenze della vita: proiezioni interne o segnali esterni?L’argomento è complesso… tanto che già il titolo potrebbe non essere chiarissimo.

Mi spiego meglio, partendo da una domanda: vi è mai capitato di vivere una coincidenza sincronica tale che la vita sembrava spingervi in una certa direzione?
Oppure di scorgere qua è la dei segnali-suggerimenti sul fare o non fare qualcosa, frequentare o meno qualcuno, vivere o meno in un certo luogo, e così via discorrendo?

Suppongo sia successo a tutti.

Mettiamo subito da parte quelli che ritengono di vivere in un universo completamente casuale, in cui dunque le cose accadono per mero caso, in cui l’esistenza non ha alcun senso, in cui tutto è immanenza e non vi alcuna trascendenza, giacché non credo che questo tipo di persone legga il mio sito…

Veniamo quindi dunque a noi.
Ecco la vexata quaestio: questi simpatici fatterelli “sincronici” o “segnaletici” sono una nostra proiezione o sono proprio un suggerimento dell’esistenza?
Ossia, è la vita che ci sta indicando una certa strada perché sa che di là passa la nostra evoluzione (e magari la via dolce della nostra evoluzione personale), oppure sono nostre proiezioni, nel senso che dentro di noi abbiamo una sensazione e la proiettiamo all’esterno creando-manifestando-notando cose che la portano all’attenzione cosciente?

A questo dilemma ho pensato molte volte, specialmente da quando, tempo fa, avevo avuto molti segnali negativi relativamente a un certo evento-possibilità della mia vita, su cui avevo avuto letteralmente un’escalation di segnali negativi, cominciando da piccole cose, passando per dolori fisici mai avuti, e finendo per avere un pericoloso incidente stradale (e in mezzo tante altre cose, tutte legate in qualche modo alla cosa in questione).

Bene, nonostante i segnali, non cambiai rotta…  e ciò che ne seguì fu piuttosto difficile e pesante, per quanto “evolutivo” (alla fine si evolve comunque, o col piano A-dolcezza o col piano B-attrito), e ciò a posteriori ha rinfocolato il mio dubbio: erano segnali dell’Universo o “solo” mie proiezioni?

Mentre correvo, un’oretta fa, all’improvviso mi è venuta in mente la risposta: sono entrambe le cose.
Noi difatti siamo una goccia nell’oceano dell’esistenza, e se ci viene dato un suggerimento (e ce ne vengono dati tanti…) ci viene dato e basta, non ha senso stare a vedere se esso ci è arrivato dall’onda di cui fa parte la nostra goccia o da un’altra onda.
Anche perché non vi è un limite preciso tra le onde-anime che comprendono le nostre gocce-personalità.

L’oceano è uno solo, e l’esistenza pure: noi come ego-personalità siamo solo una goccia, è vero, ma facciamo parte di un qualcosa di più grande, ed è da quel qualcosa che ci vengono segnali, sincronicità e intuizioni… affinché possiamo vivere in pieno la nostra vita di goccia, e riconoscere la nostra appartenenza all’oceano.

Non ha dunque senso chiedersi se quell’evento che sembrava suggerirci qualcosa fosse un segnale di Dio o una nostra proiezione: se l’abbiamo sentito in un certo modo, quello è il messaggio che ci doveva arrivare…

… poi ovviamente sta a noi seguirlo o meno, dal momento che abbiamo il nostro libero arbitrio di gocce.

In conclusione di articolo, tre brevi cose.

La prima: non è ovviamente un caso che Chandra Mohan Jain abbia scelto per sé il nome di Osho, che è una derivazione dall’inglese oceanic-osheanic.

La seconda: i segnali è meglio seguirli, sia che siano sincronicità clamorose oppure che siano intuizioni interiori… in ogni caso, se ci sono arrivati è per un buon motivo… giacché non viviamo in un universo casuale, ma causale, e lo spostamento di quella esse fa una grande differenza.

La terza: ognuno avrà un canale preferenziale di accesso a questi “suggerimenti”. Per alcuni potrebbero essere sincronicità esterne, per qualcun altro intuizioni improvvise, per altri consapevolezze emerse durante la meditazione, per altri ancora messaggi arrivati per canali casuali come la tv, la radio, la musica, i film, i cartelloni pubblicitari.
Di mio, per esempio, ho grande facilità a riconoscere i suggerimenti di tipo auditivo-verbale, derivanti da canzoni sentite per caso, o da frasi di film o lette all’improvviso da qualche parte.

Come sempre, a ognuno il suo.

Fosco Del Nero

 

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